About

Ho 42 anni, sono nato a Cuneo, vivo a Milano da più di 20 anni.

Scrivo e parlo, per mestiere e per passione. Faccio il giornalista musicale per Rockol e insegno in Università, dove dirigo una cosa che si chiama Master in Comunicazione Musicale alla Cattolica.  Ho scritto in giro per un po’ di riviste – ora, fuori da Rockol, collaboro soprattutto con Wired (per cui mi occupo di musica e tecnologie digitali). Tengo corsi anche allo IULM e in Bocconi – occupandomi quasi sempre di  media e musica. Ho scritto anche un po’ di libri, tra biografie rock e tomi accademici che faccio studiare ai quei poveri studenti che seguono le mie lezioni o fanno la tesi con me.

giannisibilla

Sono soprattutto un appassionato – in alcuni casi un fan dichiarato, sicuramente un po’ geek. Sono anche un cinofilo – ho tre cani: Lou, Uilli (scritto così perché non sa l’inglese) e Casper.

Nella musica  amo da sempre le versioni inedite, acustiche, le cover, le b-side, gli inediti, i demo, i bootleg. Mi piacciono spesso anche di più delle versioni ufficiali – passo comunque una buona parte del mio tempo a cercarle – una volta nei negozi di dischi, ora in rete. Cerco di avere lo stesso sguardo anche fuori dalla musica: cercare storie nuove e punti di vista diversi su cose e argomenti. Insomma, mi piacciono le outtakes.

E ho deciso di raccoglierle da qualche parte: pensieri, sfoghi (i “rants”), o semplicemente ritagli di cose ascoltate, viste, lette, dette che – per un motivo o per l’altro – non trovano spazio su Rockol o negli altri posti dove scrivo di solito. Outtakes, appunto.

Questo blog una volta si chiamava “For those about to blog” e stava su Musicreporters, che era la piattaforma di Rockol per i blogger. Era, perché poi la piattaforma ha chiuso. Ho colto l’occasione e ho dato un nuovo nome al blog, che ora ha pure un dominio tutto suo.

Con l’aiuto fondamentale di Alessandro Bocchicchio (grazie!)  ho trasferito tutto l’archivio da queste parti, unendolo con quello di un Tumblr che avevo (e che ho, anche se è un po’ che non lo aggiorno). Ho  dato  una rinfrescata grafica al tutto: l’ho presa a prestito – anzi, rubata – dalla raccolta di fine carriera del mio gruppo preferito, i R.E.M. . Il titolo di quella raccolta – una frase che Peter Buck usò molti anni fa per definire la band – è diventato anche il motto di quello che si trova da queste parti, insieme ad una frase di uno dei miei scrittori preferiti, DFW.

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