Monthly Archives: aprile 2009

Record Store Day, il disco è cultura

Domani, Sabato 18 aprile si celebra il Record Store Day.

La lista delle iniziative messe in piedi per l’occasione è impressionante: vinili esclusivi pubblicati da gente come Bruce Springsteen, Bob Dylan, Tom Waits. Concerti, video, download. Partecipano anche molti negozi italiani: qui trovate la lista . Alcuni organizzano dei concerti, ma putroppo un giro di telefonate a qualche negozio mi conferma che le pubblicazioni esclusive saranno solo disponibili in America.

Il tutto per ricordarci che il digitale starà cambiando la musica, starà mettendo in crisi la discografia, ma è insostituibile il piacere di entrare con in un negozio, scoprire un disco nuovo e farsi consigliare da qualcuno.

Il punto è che non bisogna confondere i negozi di dischi con la discografia: quest’ultima ha tentato legittimamente di difendere i propri interessi, ma lo ha spesso fatto in maniera repressiva e reazionaria, negando la realtà dei fatti con strategie suicide. I negozi di dischi sono l’ultimo anello della catena produttiva, ma anche uno dei più importanti. E’ il luogo fisico dove si fa mediazione culturale: tutti i negozi di musica digitale cercano di riprodurre quell’atmosfera del negozietto specializzato, con consigli, scaffali virtuali… Negli ultimi anni ne sono scomparsi troppi, di negozi di dischi: se siete vicino a qualcuno di quelli in lista, fate un salto.

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iTunes, il nuovo sistema di prezzi fa calare le vendite

Il re è nudo: ci voleva la fonte più autorevole di tutto il music biz, Billboard, per dire quello che tutti sapevano: il nuovo regime di prezzi di iTunes fa calare le vendite delle canzoni con prezzo più alto.

Su Rockol ne abbiamo parlato più volte, qui, qui e qui. Intendiamoci: non è sbagliato dare prezzi diversi alla musica; con i libri lo si fa da sempre…  E’ tutto da dimostrare che, con minore vendite e prezzo più alto, salgano gli introiti: lo stessa analista di Billboard ci va molto cauto.

Il fatto è che il mercato della musica digitale, checché se ne dica, è fragile: Aalzare i prezzi di una canzone, anche solo di 30 centesimi, è rischioso, soprattutto a livello di immagine e percezione da parte del consumatore. Il vero “competitor” di iTunes è il file sharing, non dimentichiamolo.

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Trent Reznor spiega la sua filosofia digitale

Sono in rete due interessanti articoli su due artisti che, a differenza di Neil Young, sembrano avere un rapporto meno complicato con la tecnologia, su versanti diversi.

In una lunga intervista a Wired i NIN spiegano come hanno deciso di differenziare le loro attività tra contenuti gratis e a pagamento, con dettagli sulla prossima app per iPhone. Da leggere assolutamente, se si vuole capire come trasformare in circolo virtuoso l’attuale fase.

Un dj canadese, citato dal Globe and Mail, sarebbe riuscito ad estorcere a Bono i motivi della rottura della partnership tra U2 e Apple. Sostanzialmente, si sarebbero dimostrati poco flessibili nell’inventarsi assieme dei gadget, cosa che RIM – la produttrice di BlackBerry sponsor del prossimo tour – avrebbe fatto di buon grado. Aspettiamoci qualche applicazione interattiva per i prossimi concerti…

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Se Neil Young fa il verso a YouTube

Il rapporto di certi musicisti con la tecnologia è strano, quello di Neil Young ancora di più. E’ uno che, per intenderci, si è rifiutato per anni di pubblicare alcuni sui dischi in cd, con il risultato che qualcuno li copiava da vinile e li masterizzava con il fruscio.

Adesso il vecchio Neil è l’ultimo artista ad abbracciare lo stile dello user generated content:  a questa pagina, sul suo sito ufficiale, trovate 5 clip di canzoni tratte dal suo nuovo album “Fork in the road”, girate in stile amatoriale, con una sola telecamerina. L’ennesima dimostrazione che il videoclip è morto?

“These revolutionary videos do more with a zero-dollar budget than a $300,000 dollar budget could ever dream of”, si legge sul suo MySpace, dove sono stati lanciati in anteprima.

Mi sembra soprattutto una presa per i fondelli di YouTube, contro cui Young si è schierato recentemente. I video, lì, non sono visibili, come tutti quelli degli artisti Warner, per la recente diatriba sui pagamenti. Certo, però, è comodo utilizzare una forma di promozione – quella lanciata e resa possibile da YouTube e basata sulla promozione virale di video amatoriali – e poi prendersela perché il canale che stai usando per farti pubblicità non ti paga…

Ma Neil Young è questo qui: uno che dall’alto della sua credibilità può criticare chiunque, anche l’intoccabile Apple: nel primo video canta con delle cuffiette bianche il cui jack è inserito in una mela…

Il video più bello, comunque, è quello  in cui  interpreta un uomo d’affari che gioca con i soldi altrui

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Al Coachella con l’iPhone

Non andrò al festival Coachella. La California non è esattamente dietro l’angolo , e forse il cartellone è un po’ più debole del solito (lo dico per autoconvincermi che è così, sia chiaro).

Ma se ci andassi, mi scaricherei l’app per iPhone, con le mappe della location, le info su chi-suona-quando-su-quale-palco, la possibilità di trovare amici con il gps e condividere foto, tutto in tempo reale. Ammesso che poi la rete dati riesca a reggere tanta gente in uno spazio così piccolo (al South By Southwest di Austin la rete AT&T è andata in tilt per i troppi iPhone. Non esattamente una bella figura).

La trovate su iTunes, e ve ne fate un’idea sul sito del festival;  magari la scaricherò ugualmente – è gratis – provando ad usarla in quei giorni, per illudermi di essere lì.

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