Monthly Archives: luglio 2009

Tweets never sent: Bruce Springsteen

Ecco i tweet che forse avrei scritto dallo stadio. O forse no, visto che il concerto di Springsteen a Torino all’Olimpico è stato uno dei più coinvolgenti della sua lunga storia di performance italiane, e ho cercato di non stare troppo attaccato all’iPhone.

  • Torino è una città ordinata, si accede allo stadio facilmente. Faccio fatica a trovare parcheggio: vedo uno che armeggia con la portiera di una macchina. Mi fermo per vedere se sta andando via. Poi mi accorgo che stava cercando di rubarla. Ho cambiato zona.
  • Perché San Siro è San Siro. Ma anche l’Olimpico non scherza. Una volta era il Comunale, il Boss ci suonò nell’88. Ma la capienza era quasi doppia. Dove sono finiti quei posti?
  • Il Boss che apre un concerto parlando in piemontese è qualcosa che non avrei mai creduto di vedere in vita mia. Per fortuna non me sono accorto, l’ho letto e visto dopo. (vedi video in fondo al post…)
  • Già dalle prime canzoni si capisce che è una serata speciale. 6 brani mai suonati nel tour, a partire da “Loose Ends”. I fan americani di Backstreets moriranno d’invidia. Tié.
  • Alla prima inquadratura sul megaschermo di Clemons, mi rendo conto con orrore che ha le unghie laccate d’oro. Alla seconda mi rendo conto di quanto è invecchiato.
  • Max Weinberg pesta come un dannato per tutta la sera. E non ha mai un capello fuori posto, neanche dopo tre ore. Che lacca usa, la stessa di Clemons per le unghie?
  • Cosa contengono quei beveroni che Springsteen tracanna tra una canzone e l’altra? Li voglio anche io, che ho 20 anni di meno e un decimo della sua energia.
  • Il momento più bello dello show è la raccolta delle richieste. Scritte su: un materassino, un dirigibile volante, cartelli di varie fogge e colori.
  • Ci voleva: una bella inquadratura sul megaschermo sul retro di un cartello di cartone con la scritta “Esselunga”.
  • Correggo: il momento più bello dello show è “Drive all night”, una ballata torci-budella che non so da quanto non suonava. La mia compagna piange come una fontana, e non l’aveva mai sentita.
  • Ma la scenetta in cui apre tre buste sigillate e timbrate, da cui esce sempre la richiesta di “Drive all night”, l’ha messa in piedi lui o arriva dal pubblico?
  • Compreste una macchina usata da quest’uomo? Anzi, portereste vostro figlioletto ad un concerto di quest’uomo? Si, a giudicare dalla quantità di under-10 presenti sul prato. Il boss li fa pure cantare e ballare: altro che Courtney Cox nel video di “Dancing in the dark”.
  • Il pubblico del Boss è il più bello, il più tollerante, il più accogliente. Non ce n’è per nessuno: ovunque ti giri c’è un sorriso.
  • Ma come: il Boss fa una scaletta della madonna, e poi lascia fuori “Thunder Road” dai bis? Unica pecca di una serata perfetta.
  • Correggo: la vera pecca è uscire dallo stadio dopo una chilometrica “Twist & Shout” sulle note di Morricone. Lo vogliamo dire che sono noiose?

http://www.youtube.com/watch?v=prvqqzrS4vs

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Buon compleanno, Walkman

In questi giorni il Walkman compie 30 anni.

Il primo modello, quello che vedete a fianco, venne messo in vendita dalla Sony nel luglio 1979.

Il Walkman è il papà di tutti i gadget musicali. In questi anni sentiamo spesso parlare di “rivoluzione” nella musica, e ne viene indicato l’iPod come la causa.  Ma la verà rivoluzione è stata 30 anni fa, quando in giappone pensarono a rendere la musica veramente portatile, sganciandola da luoghi fissi (lo stereo di casa, l’auto) o da riproduttori portatili sì ma scomodi e ingombranti.

L’idea iniziale della Sony non era di realizzare un riproduttore pensato per il singolo individuo che si isola dal mondo (la famosa “bolla comunicativa” su cui si è fatta molta sociologia, spicciola e no: da leggere i saggi di Michael Bull). Il modello originale, si vede nella foto, aveva 2 jack per 2 cuffie. Ma il secondo sparì presto, perché nessuno lo usava.

Il walkman ha figliato parecchio, e non sempre bene: i CD walkman, i minidisc, i primi lettori MP3, brutti, poco capienti oppure pesantissimi. Poi è arrivato l’iPod che alla fine è un walkman (molto) potenziato, facile da usare, “stiloso”, ma il concetto è quello: la musica “leggera”, con noi, sempre, ovunque.

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