Monthly Archives: settembre 2009

L’ebook di Nick Cave

Non sono mai stato un sostenitore né degli audiolibri (un formato che oltreoceano funziona bene, ma da noi stenta a decollare) né degli ebook, almeno fino a quando non arriverà da noi il Kindle di Amazon. Credo che possano funzionare bene per i “reference books”, ma non per la lettura di narrativa, ma sono pronto a ricredermi. E non credo che l’iPhone e l’iPod Touch, con il loro schermo piccolino, siano adatti ad una lettura impegnativa. Magari con il prossimo iPad – il tablet di Apple di cui ieri iLounge ha fornito succose anticipazioni – la cosa funzionerà.

Però mi sembra davvero interessante questo tentativo: “The death of Bunny Munro”, il prossimo romanzo di Nick Cave in uscita anche in Italia, è stato da poco pubblicato come app per iPhone. E’ una sorta di versione “aumentata” del libro: ci sono da sfogliare con le dita, c’è la voce di Nick Cave che legge il libro, e che si sincronizza con la pagina (che si sposta automaticamente al punto che la voce sta raccontando), con musica originale di sottofondo scritta e suonata assieme a Warren Ellis, con un mix “spaziale” pensato apposta per l’ascolto in cuffia. Ci sono video di Nick Cave che declama il romanzo e ci sono un sacco di altre opzioni che facilitano la lettura (segnalibri, gestione dei caratteri e dei colori….) Insomma, un lavoro davvero ben fatto, da una software house che si chiama appunto Enhanced Editions, e che ha in programma altre uscite del genere, tra cui i libri di Barack Obama.

I difetti? 3. Il prezzo, innazittutto: 20 euro. Tanti in relazione allo standard dell’AppStore, dove raramente si va oltre i 10, e anche rispetto a qualcosa che non è un oggetto fisico, anche se ha più contenuti di un libro. Non molti, in realtà, rispetto al costo di un audiolibro.

Poi il peso: quasi 900 mega, che significa che avrete bisogno di un bel po’ di spazio sull’iPhone.

infine, la lingua: è inglese. Anche se la combinazione lettura/ascolto facilita la fruizione.

Qua sotto un video promozionale che spiega come funziona. E qui il link alla versione “lite” gratuita, che contiene i primi tre capitoli del libro. Provate a leggere ascoltare anche solo una parte. Ne vale la pena, assicurato.

1 Comment

Filed under Apple, iPhone, kindle, Libri

Eno-logia

Per chi ha voglia di usare il proprio telefonino come mini-macchina per fare ambient-music, mel giro di una settimana sono comparse due nuove applicazioni di Brian Eno per iPhone, dopo “Bloom”.

La prima, in realtà, è curata principalmente da Peter Chivers, si intitola Air, ed è un’evoluzione della famosa “Music for airports”: si toccano dei triangolini sullo schermo, che attivano dei campioni vocali e/o musicali, messi in sequenza e in armonia.

La seconda è Trope, ed è la figlia, o la cugina, di Bloom, di cui si parlò qualche tempo fa: si tracciano linee sullo schermo, si scelgono forme e colori (a cui sono associate diverse tonalità e mood), e la musica scorre.  In entrambi i casi si può lasciar fare al computer, e semplicemente ascoltare, o agire direttamente.

Questo genere di applicazioni -musica generativa, la chiamano Eno&Chivers – sono molto diffuse, e non solo sull’iPhone, e l’idea è che chiunque possa far musica, o che la musica si generi da sola, in flusso mai uguale a se stesso.

Nulla di molto diverso da Bloom, se non quella che Eno definisce una “musica più emotiva”, e forse Bloom era meglio.

UPDATE: dopo averci giocato un po’ le due applicazioni sono poverine, stufano abbastanza in fretta. Preferisco i suoni e l’interfaccia di Bloom, che nel frattempo  è stata aggiornata alla versione 2.0, e rimane di gran lunga la migliore del lotto.

Qua sotto un video con una dimostrazione.

Commenti disabilitati su Eno-logia

Filed under iPhone

I Muse ‘trasgressivi’? Mah…

Le cose stanno così: i Muse vanno a “Quelli che il calcio”. Si scambiano i ruoli, Matt fa lo stupido alla batteria, e la Ventura intervista Dom come se fosse il leader. Senonché questo siparietto buffo e nulla più è diventato un caso: da ieri gira parecchio in rete (su YouTube e Facebook) e il Corriere ne ha parlato a più riprese. Tutti a lodare la band per la trovata “trasgressiva” e a irridere la Ventura per la figuraccia rimediata.

Questo sarebbe materiale perfetto per una bella lezione in università sul rapporto tra musica e TV. Ma siccome i corsi non iniziano prima di qualche settimana, mi sfogo sul blog. Andiamo per punti:

  1. I Muse sono famosi. Ma non sono così famosi perché il pubblico di una trasmissione della domenica pomeriggio sulla RAI li distingua l’uno dall’altro. Sono certo che il 90% delle persone al momento non si è accorto di nulla.
  2. Le “comparsate” sono eventi promozionali: vai in un programma TV a far pubblicità a un prodotto. Nella musica, poi, sono gratuite, salvo rari casi. La sede italiana della casa discografica si accolla le spese per portarli in TV, ma la band non viene pagata per l’esibizione.
  3. Per questo motivo, prendere in giro chi ti ospita per farti pubblicità non è esattamente il massimo della professionalità e del rispetto.
  4. Inutile nascondersi dietro la scusa della “noia da playback”: esiste una cosa che si chiama “voce su base”, o “half playback” – si canta dal vivo su base registrata. I Muse potevano usare quella formula, se –legittimamente – non volevano fare un “full playback”. E poi non è pensabile che non sapessero che erano ospiti di una trasmissione generalista con quelle modalità, anche se sono state decise all’ultimo momento.
  5. Dove erano gli autori della Ventura? Erano loro che dovevano suggerirle cose un po’ più sensate da dire, e avvisarla, già durante l’esibizione, nel caso. E mi piacerebbe anche sapere che cosa hanno detto ai discografici che hanno portato la band in trasmissione, che saranno stati messi non poco in imbarazzo dalla situazione…
  6. Tutto questo è vero se la Ventura e gli autori non erano al corrente della boutade. Oggi la Ventura dice che sapeva ed è stata al gioco. Può essere una difesa, un tentativo di salvarsi in corner. Ma se fosse stata tutta una messa in scena, chi su Facebook scrive o aderisce al gruppo “I Muse smerdano Quelli che il calcio” non ci fa una bella figura, per usare un eufemismo e per non usare lo stesso linguaggio.

Comunque siano andate le cose, i Muse sono riusciti a fare notizia, e a farsi considerare dai quotidiani. Certo, hanno guadgnato un paio di giorni di visibilità. Ma per quel che mi riguarda, la “vera” trasgressione rock – ammesso che esista ancora, oggi – è altra roba. Secondo me ne sono usciti più come dei furbacchioni che altro.

http://www.youtube.com/watch?v=3oTt8Noi5Rk

Commenti disabilitati su I Muse ‘trasgressivi’? Mah…

Filed under Televisione Musicale

Nick Cave, tecno-scrittore?

Time pubblica una bella intervista a Nick Cave, a proposito del suo romanzo, “The death of Bunny Munro”, che uscirà anche in Italia.

Beh, la cosa strana è che racconta di avere scritto il primo capitolo su un iPhone, usando l’autocorrezione (che peraltro è una delle cose che funzionano peggio del telefono). Poi l’ha finito scrivendo a mano, però.

Commenti disabilitati su Nick Cave, tecno-scrittore?

Filed under iPhone, Libri

Il ritorno dell’LP

La Apple, con iTunes, ha compiuto l’omicidio perfetto: ha ucciso l’album a suon di singole canzoni in download e di playlist. Ci ha convinto che scaricare la musica canzone per canzone era la cosa migliore da fare. Non aveva tutti i torti, dopo anni di album con una o due canzoni buone e tanti riempitivi.

Dopo l’omicidio perfetto, la Apple ha resuscitato l’album in versione digitale con iTunesLP, la cosa più interessante della nuova versione del player. Che soltanto più “player” non è, tante – troppe? – sono le cose che contiene e che fa.

Sia quel che sia, iTunesLP però è solo disponibile sulla versione americana dello store. A questo link, segnalato da Wittgenstein, c’è una esaustiva descrizione di come funziona la cosa.

Commenti disabilitati su Il ritorno dell’LP

Filed under Apple, iTunes