This is it, really?

Ieri sera sono andato a vedere “This is it”, il film di Michael Jackson: la sala era deserta (davvero sta facendo incassi record?), ma non è questo ciò che mi ha colpito di più.

Mi ha ricordato la mia tesi di dottorato, soprattutto: che era sul rapporto tra racconto e retorica. In soldoni: ogni storia cerca di intrattenerci, ma in realtà – più o meno esplicitamente – ci vuole convincere di qualcosa. Vuole rendere credibile un mondo, venderci un’idea o una visione.

Molto si è detto del film – rimando al resconto di un mio collega di Rockol. Ma la cosa che mi ha colpito è la sottigliezza retorica – fatta di montaggio, scelta dei materiali da una quantità di “girato” enorme – con cui si cerca di ridare dignità a Jacko, di dimostrare allo spettatore che, pur magrissimo, era lucido e in ottima salute. Sembra quasi che tutto il film sia un’unica, lunga accusa verso i suoi presunti assasini, il medico e i media che non facevano altro che sbeffeggiarlo.

“This is it” è un racconto che nasconde la sua retorica dietro l’ “effetto di realtà” che danno le immagini documentaristiche, che sembrano quasi rubate.

Nessuno di noi saprà mai quale è il vero Michael Jackson, perché il “vero” Michael Jackson  non esiste. Di certo anche “This is it” è uno dei tanti tasselli – non necessariamente il più “vero” – di una storia tra le più complesse del mondo dello spettacolo.

Ora siamo tutti qui a lodare Jackson – giustamente – per il suo impatto sulla cultura popolare degli ultimi 30 anni, e a lodare quello che stava per fare. Ma nessuno mi leva dalla testa il pensiero che se “This is it” fosse andato in scena, l’avrebbero massacrato comunque. Forse riusciremo ad essere lucidi su Michael Jackson solo tra qualche tempo, quando l’onda emotiva della sua morte sarà esaurita.

http://www.youtube.com/watch?v=cyrkcz7msfY

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6 Responses to This is it, really?

  1. Appunto, teniamo a mente che, se pur Lui era ed è un mito non ha mai dimenticato i più deboli, ricordo che è l’uomo che ha fatto più beneficenza al mondo soprattutto a favore dei più deboli, per chi conosce bene la sua storia lo sa e non voglio dilungarmi su chi e quante associazioni ha sostenuto. E l’amore per questa terra che aveva? Il senso di cooperazione Lui lo ha sempre chiesto, quindi questo mito ben venga, se ci guardiamo intorno oggi nel nostro paese ce ne sarebbe bisogno…il mondo è fatto di tante persone non si può parlare di tutti ma volendo chi è interessato trova anche le limitazioni di cui parlate, io sono una di quelle.Comunque leggo molti blog e discuto su di essi, finalmente Michael viene riabilitato, forse,…. come spesso accade bisogna morire………

  2. Non è questione di essere anime pulite, o di credere o meno a quello che dicono i media.
    Quello che volevo dire è che questo film è una grande operazione retorica, costruito per darci un’immagine monodimensionale, pulita e perfetta di Jackson, diametralmente opposta a quella che ce ne davano i media, che era costruita tanto quanto.
    E’ solo che – e buona parte dei commenti a questo post lo dimostrano – non riusciamo ad essere lucidi nei suoi confronti. Non si discute che Jackson fosse un genio, ma “This is it” è un film che andrebbe visto con un po’ più di distacco, magari tenendo a mente le cose che giustamente faceva notare Rox nel suo commento.

  3. Certo, lo avrebbero massacrato, come hanno sempre fatto del resto. Io sono andata a vedere il film due volte e ci tornerei in continuazione. Quello che traspare invece , visto coi miei occhi e la mia anima pulita e non contaminata dalle brutture scritte su di lui,è un grande Artista un Genio della musica pop e la sua grande umiltà della quale nessuno ha mai parlato perchè avevano ben altro da dire. Un uomo di 50 anni che ancora sapeva muoversi con estrema leggerezza. Io non ho visto nessun distacco con chi lo circondava ma bensì la partecipazione di tutti per questo suo grande ed ultimo show. Ci avrebbe lasciato a col fiato sospeso, ancora una volta sarebbe stato promotore di qualcosa di nuovo,in questo caso un live in tre d. Michael meritava di essere trattato dal mondo con più rispetto, perchè Lui nei nostri confronti lo ha fatto. Il suo talento, la sua immagine la sua arte non morirà mai, certo, fra qualche anno se ne parlerà di meno, ma Lui sarà entrato nella storia come Elvis

  4. ho visto il film di mj è stato meraviglioso lui magro
    ballava da dio bellissimo come sole non voglio crederlo persona malata .Le persone malate erano tutte quelle che gli stavano intorno vogliose dei suoi soldi lui troppo buono e umano x togliersi gli sciaccalli da casa povero Micael j.Sarai sempre nel mio cuore.

  5. Rox

    Non ho visto il film ma penso che l’onda del “ridare dignità a Jacko” sia un fenomeno che riguarda tutto ciò che si è detto dalla sua morte in poi. Lo stesso è accaduto per altri, vedi Freddy Mercury o soprattutto Lady D., i personaggi morti prematuramente sanno sviluppare nelle persone un senso di comunità,quasi come si creasse una grande famiglia che piange attorno al morto.
    Io non ho mai amato Michael Jackson, nè la sua musica nè l’atteggiamento di non accettazione della sua persona. Aveva la fortuna di essere sano e famoso ma non si accettava e si è sottoposto a una serie impressionante di interventi chirurgici per questo. Non giudico la natura di questa non accettazione perchè non ne so nulla ma dico senza retorica che ci son persone che accettano una vita di vera limitazione fisica o economica con rassegnazione e intelligenza e nessuno ne parla quando scompaiono…
    Forse sarebbe ora di guardare meno ai “miti”, alle facili promesse della tv e ritrovare il senso di cooperazione tra pari.

  6. Carla

    E’ naturale che lo avrebbero massacrato, avrebbero detto che ormai era un mito in decadenza e che questi concerti erano solo un modo per pagare i suoi debiti (come del resto già qualcuno aveva insinuato). La realtà è che bisogna distinguere il lato personale da quello professionale di Jacko. Personalmente era entrato in depressione per le innumerevoli accuse di pedofilie (presunte o non), per non parlare dei problemi di salute che aveva, come l’anoressia e delle poche ormai persone che gli stavano vicino, forse allontanate anche da lui stesso, visto i continui voltafaccia. Sul lato professionale, lo si ricordava per i successi noti ma erano anni che non faceva qualcosa di nuovo (se non sbaglio dal 2004). In sostanza la sua morte per i suoi fan è stata una grave perdita a livello affettivo, per gli altri solo un enorme business (a cominciare dai parenti) e presentarlo al mondo “malato” avrebbe fatto offuscare di nuovo l’immagine di grande artista qual’era…ma tempo addietro.