…E poi dicono che la musica costa troppo

L’altro giorno sono andato in libreria a comprare un “nuovo” libro di una delle mie autrici preferite, Fred Vargas. Mi sono ritrovato in mano 3 racconti di 7-8 anni fa, 96 pagine scritte a caratteri cubitali (in condizioni normali sarebbero 50 o giù di lì). Il tutto a 13 euro.

13 euro, per 96 pagine lorde.

Uno degli errori storici dell’industria musicale è stato di avere prezzi alti e fissi, laddove i libri avevano un prezzo variabile. Una lezione che la discografia ha imparato duramente: oggi un disco intero oggi si può comprare a 10 euro, seppure in digitale, per competere con il gratis del file sharing.

Certo, il prezzo dei libri dipende anche da altri fattori (quantità e qualità della carta, per esempio). E, certo, i libri non scompariranno, come dice Umberto Eco in un suo recente volume, e neanche gli ebook e Kindle faranno perdere il piacere della lettura su carta.

Però casi come questo dimostrano che certe volte si esagera, e che l’industria culturale tutta farebbe bene ad imparare dai suoi errori.

1 Comment

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One Response to …E poi dicono che la musica costa troppo

  1. Matteo

    L’industria di libri di cavolate ne combina e a volte fa passare la voglia di comprare libri (ma a me personalmente l’e-book non convince). Meglio i prezzi fissi dei cd: sarò uno dei pochissimi 22enni a comprare i cd e a non scaricare: ma vuoi mettere il rito (al costo di 20€) di comprare un disco, guardare e sfogliare al copertina? Per chi come me considera sacra la musica, comprare cd sarà sempre un rituale, tanto da risparmiare in vista di acquisti nei negozi musicali. Forse per competere con l’industria del file-sharing la musica dovrebbe riprendere la sua “aura”, che forse però non c’è.