Heartbreakin’ Music

In questi giorni non riesco a togliermi dalle orecchie uno dei dischi più belli dell’anno: la “Live anthology” di Tom Petty & The Heartbreakers: 4CD (5 nell’edizione deluxe) registrati nel corso di una carriera trentennale da una delle migliori live band di sempre.

Petty è l’anello di congiunzione tra due mie passioni, Bruce Springsteen e i R.E.M.: del primo ha la torrenzialità, la passione. Con i secondi condivide le origini folk-rock (le chitarre Rickenbacker, le radici nei Byrds).

L’album è un anello di congiunzione tra due mondi, quello della musica “tradizionale” e quella digitale. Ricorda un po’ il mastodontico box dal vivo che Springsteen pubblicò a fine anni ’80, ma è perfetto da ascoltare in shuffle su un iPod. Non c’è una canzone da togliere, nella playlist. Le mia preferita è sempre quella, “The waiting”. Peccato solo che nel box non sia stata inclusa la versione del documentario di un paio di anni fa, in duetto con Eddie Vedder dei Pearl Jam: andate al minuto 2.05 di questo video

Anche la promozione dell’album è a metà tra il mondo tradizionale e quello digitale, con un “Superhighway tour”: nelle scorse settimane si poteva comprare un biglietto e si accedeva ad un sito con canzoni in anteprima e materiali vari relativi alle performance.

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