Il pasticciaccio del presunto plagio dei Sigur Ros a Sanremo

In rete si (s)parla di un plagio al Festival: l’orchestra avrebbe copiato uno stacchetto ai Sigur Ros, per la precisione a “Hoppipolla”, da “Takk…”. Molta gente si è inviperita, soprattutto quando l’altra sera  la Clerici, presumibilmente scherzando, ha chiamato lo stacchetto “Sabiu settima”, dove Sabiu è il direttore dell’orchestra del Festival.

La cosa, però, ha assunto dimensioni grottesche: da diceria sui social network, la cosa è stata ripresa da diversi blog fino a diventare un fatto reale, ma senza che nessuno facesse una verifica: il fan club italiano ha segnalato la cosa direttamente al management della band, che se ne è interessato attraverso le proprie edizioni.

Ieri notte ho fatto due chiacchiere con il Maestro Marco Sabiu, e come si dice, il caso non sussiste.

Non è un plagio, ma una citazione voluta, un omaggio cercato (e che quindi, si immagina, verrà conteggiato sul programma musicale consegnato dalla Rai alla Siae dopo la fine del Festival).

La spiegazione qua, su Rockol.

13 Comments

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13 Responses to Il pasticciaccio del presunto plagio dei Sigur Ros a Sanremo

  1. Angelc

    non mi dà fastidio se dice cose che non condivido.

    mi dà fastidio se dice cose scorrette.

    se leggessi bene quello che scrivo ti renderesti conto che non ho MAI parlato di plagio. Quindi il copia incolla puoi anche evitarlo.

    Io sto parlando del fatto che se tu paghi la siae, il semplice pagare la siae non ti permette di attribuire al brano un titolo e un autore diversi. Lo puoi utilizzare, ma devi citare il pezzo. Esattamente come se tu scrivessi un post sul tuo blog e io lo copiaincollassi sul mio attirbuendomene la paternità.

    Sarebbe giusto?

    Il fatto che tu non voglia più scrivere una riga sulla cosa mi fa capire che hai capito che ho ragione e semplicemente non vuoi ammetterlo.
    è così difficile dire che se hoppippolla si chiama hoppippolla è sbagliato chiamarla sabiu numero 7? facendo credere al pubblico di sanremo (che ti ricordo è per 3/4 sopra i 50) che il brano sia tuo?

    è giusto?

    ti chiedo un si o un no. ma mi rendo conto sia chiedere troppo. mi rendo conto che l’ombra di una certa discografica regni sovrana.

  2. Caro Angelc,
    come dicevo da un altra parte, pubblico chi si firma con nome e cognome. Troppo facile nascondersi dietro pseudonimo

    Ripeto quello che ti ho scritto su you tube: io non lo sto difendendo, mi limito a fare cronaca. Ho dato a Sabiu la possibilità di rispondere pubblicamente alle critiche. Ti dà fastidio che possa parlare o che dica cose che tu non condividi?

    I fatti sono che la cosa diventa plagio nel momento in cui non viene dichiarato alla Siae. Quella della battuta su “sabiu settima”, come ho scritto nel mio blog, è una caduta di stile, brutta per quello che mi riguarda. Ma non è un plagio né un appropriarsi.

    Se leggessi bene quello che scrivo, al di là dei pregiudizi, capiresti che stiamo dicendo la stessa cosa e pontificheresti di meno su rispetto o questioni di questo genere.

    E con questo chiudo. Non scriverò più una riga sulla cosa.

  3. Angelc

    Gianni Sibilla
    Il rispetto per la musica si evince da queste cose e nè tu nè il maestro Sabiu rispettate la musica.
    I fatti sono, e le chiacchere da bar sono le tue, che è stato più volte detto SABIU NUMERO 7.

    Non per niente lo staff dei sigur ros si sta muovendo.

    Il pagare la siae non significa essere legittimati ad appropriarsi del pezzo. Lo capisci questo?

    Dirai: ma ha detto che non è così. Bella forza, a voi…una intervista che leggeranno e vedranno si e no qualche migliaio di persone (giusto perchè la cosa è circolata se no nemmeno quelle). Di fronte ai 20 milioni di persone alla tele.

    Ti sembra che il 60enne davanti alla tv se gli dicono sabiu numero 7 possa pensare non sia sua?

    p.s. complimenti per non aver pubblicato un mio commento assolutamente pacato. Spero pubblicherai questo. Non contiene insulti, solo dati di fatto. E probabilmente proprio per questo non lo pubblicherai.

  4. Caro Lorenzo
    ti rispondo solo perché il tono dei tuoi altri commenti è garbato, e anche se questo è vagamente offensivo.

    E’ inutile fare il fan integralista: Sabiu non ha ammazzato nessuno, ha usato una musica senza citare direttamente la fonte in trasmissione, e per una (reiterata) battuta si è sparsa la voce che se ne sia attribuito la paternità.
    Ma a rigore di logica, ha tre possibilità, quando si stilerà il resoconto alla Siae: attribuirla ai Sigur Ros, non dichiararla, o attribuirla a se stesso. Solo in quest’ultimo caso diventerà un plagio e quindi un reato.

    I fatti sono questi, tutte le altre sono chiacchiere da bar, compresa la tua insinuazione finale. Faccio il giornalista per Rockol, faccio cronaca e se questo ti dà fastidio, sei liberissimo di non leggere questo blog o il sito per cui lavoro.

  5. Lorenzo Veronesi

    “Non è che Sabiu ha parlato solo dopo. E’ che nessuno gliel’ha chiesto prima”

    Non credi di essere un pò di parte? Ma dai! E’ come se io copio un artista sconosciuto,divento famoso, ma non lo dico che l’ho copiato perchè nessuno me l’ha chiesto. Questa si chiama truffa e in Italia viene punita.

    E’ come se io uccido qualcuno e poi per giustificarmi quando mi confesso dico: nessuno me l’aveva chiesto…

    Veramente un osservazione ridicola e di parte.

    Ti pagano alla rai?

  6. Non è che Sabiu ha parlato solo dopo. E’ che nessuno gliel’ha chiesto prima.

    Poi sul resto si può discutere all’infinito, e ho già detto che penso sia una caduta di stile. Ma credo anche sia una questione autoriale e televisiva, non altro.

  7. Maurizio Marino

    Capisco le esigenze dello spettacolo, però Marco Sabiu ha parlato solo dopo le numerose “rimostranze” espresse nel web e sui giornali.

    Avrebbe dovuto per onestà intellettuale e correttezza verso la fonte di ispirazione dire la verità quando la Clerici lodava la “sua” “Sabiu n.7”, e questo è avvenuto anche ieri sera – 3a serata – verso l’1, quando la Clerici (nonostante questa bagarre che immagino non si arrivata fino a lei) ha presentato ancora una volta lo stacco come opera di Sabiu.
    Quella sarebbe stata l’occasione adatta per dire anche davanti alle telecamere che era un “omaggio” ai Sigur Ros, o meglio che era una cover dei Sigur Ros.
    Poi chi se ne frega dello “sdoganamento” dei Sigur Ros in Italia (da buon ammiratore di una band preferirei sempre che non diventasse un fenomeno di massa!) però sarebbe davvero triste, nelle prossime settimane, sentire i ragazzini per strada con quel brano come suoneria del cellulare, totalmente ignari che quella musica appartiene al gruppo islandese.

  8. Caro Maurizio
    guarda, se devo dire la mia, anche a me farebbe piacere che più gente possibile conosca i Sigur Ros. Credo che non specificare la cosa in trasimissione sia una grossa caduta di stile. Ma nulla più.
    La televisione funziona così, quella della Clerici è una battuta fatta per fare spettacolo, e come tale credo vada presa.

    A livello formale, fa testo che l’uso della canzone dei Sigur Ros venga dichiarato alla Siae, e questo avverrà a evento terminato.
    So che si vigilerà che ciò avvenga.

    Quindi va benissimo usare questo evento per far conoscere la band. Ma è inutile parlare di plagio, perché di plagio non si tratta. Purtroppo è il problema dei social network e di molti blog: si apare bocca senza sapere come sono andate le cose, prendendo per buone delle dicerie senza fare alcuna verifica.

  9. Maurizio Marino

    Ciao Gianni.
    Ti scrivo direttamente qui e mi firmo senza alcun problema perchè non sono del tutto d’accordo. Sono io che ho creato il gruppo su Facebook (http://www.facebook.com/group.php?gid=338416433242#!/group.php?gid=338416433242). Alcuni anni fa ho scritto un libro sui Sigur Ros per Arcana e, amando molto la band islandese, sono rimasto piuttosto sconcertato nel sentir chiamare più e più volte dalla Clerici e dal maestro Sabiu quello stacco orchestrale come “Sabiu Settima” o “Sabiu n. 7”.
    Obiettivo del mio gruppo, che non ha assolutamente connotazioni polemiche o offensive, è far sì che nelle ultime 2 serate del festival la Clerici o Sabiu dicano una volta per tutte in diretta tv che quel brano è “Hoppipolla” dei Sigur Ros. Non ci sarebbe davvero nulla di male, soprattutto considerando che Sanremo è un festival MUSICALE con 15 milioni di spettatori, e che la divulgazione in Italia di una band originale come i Sigur Ros sarebbe tutt’altro che dannosa.
    Io non ho nulla da gaudagnare da questo (non sono certo il loro manager!) ma ritengo che sia giusto attribuire ai reali autori la paternità di quello stacco orchestrale.
    Grazie per lo spazio.
    Maurizio

  10. L’autore del blog fa il suo lavoro, raccogliendo informazioni e verificando, raccontando i fatti, senza prendere le parti di nessuno, e mettendoci nome e faccia.

    A fare pena è chi commenta senza firmare con nome e cognome, usando nomi e mail fasulli.

  11. alessandro

    l’autore del blog dovrebbe vergognarsi a difendere un evidente plagio, minimizzandolo a citazione.
    Se di citazione si fosse trattata fin dal primo momento si sarebbe “citata” , appunto, la fonte. Al contrario Marco Sabiu si è preso applausi e complimenti senza dire nulla e solo dopo essere scoppiata la polemica è corso ai ripari con questa ridicola smentita.

    Fate pena!

  12. Robi

    Ben venga…per ora però mi avvalgo del beneficio del dubbio!!!

  13. Andrea Iacono

    Se è un omaggio bisogna specificare per correttezza ed eeducazione soprattutto, che la composizione non è tua… Questo si chiama arrampicarsi sugli specchi…