Monthly Archives: marzo 2010

Tutti a Follonica con i Baustelle

“Buttati lì/come eroi/come Déi/cicche e collant/Penne Bic/Lische e caffé/Tampax e qualche Hatu/Ossi di seppia e bidet/visti da qui/dormono/teneri/Segni di noi/Morti e ridicoli/Conchiglie di plastica/ Andiamo a farci un bagno/E poi scindiamo l’atomo se vuoi (…) Spediamo qualche cartolina dalla spiaggia di Follonica”.

Queste parole, da “Follonica” dei Baustelle, hanno fatto molto arrabbiare il sindaco della città toscana che, come riportano diversi quotidiani locali, sta valutando l’ipotesi di chiedere i danni. O meglio, una “canzone di rettifica”.

E i Baustelle?  Ho provato a contattarli tramite la loro casa discografica, dove ero a fare un’altra intervista, stamattina… Erano in giro, praticamente irraggiungibili, impegnati in radiopromozione. Infatti, sempre emmebi, che è stato il primo nella blogosfera a rilanciare la notizia, in un’update al suo post, riporta: Bianconi ha appena detto a Radio Deejay (fuori onda, vista su Deejay tv) che scriverà la canzone di rettifica (“si chiamerà Follonica Alè Alè”).

UPDATE: sempre tramite la loro casa discografica, i Baustelle fanno sapere di non voler tornare sulla cosa. E’ comprensibile la volontà di rimanere fuori da quella che rischia di passare per una ricerca di visibilità da parte di un politico. Ma se l’avessero fatta, la “canzone di rettifica”, sarebbe stato divertente…

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Music Matters

Music Matters è una campagna  a favore della musica digitale legale lanciata da un collettivo formato da discografici, musicisti e operatori del settore. Anche banale, se vogliamo: un bollino che dovrebbe identificare e certificare i servizi di distribuzione della musica, offrendo una scelta etica alla pirateria.

Due cose mi piacciono di questa campagna. Il messaggio positivo, incentrato sulla riscoperta del valore della musica; sembra banale, ma ricordiamoci che arriviamo da anni di “retorica della pirateria”, repressione indiscriminata e demonizzazione del digitale. E soprattutto mi piacciono questi brevi video, che raccontano storie di musicisti, la loro ispirazione e quindi, appunto, il valore della loro musica. Qua sotto ne vedete due, su Nick Cave e Sigur Ros. Sul sito ce ne sono diversi altri.

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Neil Jung Fanclub

A maggio arriva un disco nuovo dei Teenage Fanclub, il primo in cinque anni. L’altra sera, mettendo l’iPod in shuffle, mi è saltata fuori questa canzone, che mi ha fatto ricordare quanto bravi sono. La canzone già di per sé è un piccolo capolavoro. Ma il vero capolavoro è il titolo…

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Danzare di architettura con John Coltrane

C’è una frase, che si usa e abusa spesso, e che dice: “Scrivere di musica è come danzare di architettura. E’ davvero una cosa stupida da fare”.

E’ una frase che ha una storia lunga, e molte attribuzioni, raccontate qua e analizzate  da Franco Fabbri nel suo “L’ascolto tabù”. Il senso comune di questa frase  è che la musica non ha bisogno di spiegazioni, parlarne e scriverne è un nonsense, come danzare di architettura.

Comunque, nei giorni scorsi grazie a Facebook mi sono imbattuto in un video meraviglioso, che non conoscevo, nonostante fosse del 2001. Un video che mostra come invece sia possibile danzare di architettura: un’animazione su “Giant steps” di John Coltrane. Non si può incorporare nel post – la registrazione è di proprietà della Warner, e quindi su YouTube non c’è. Bisogna cliccare sull’immagine per andare alla pagina di Michal Levy, colei che l’ha realizzato. Nella sua pagina c’è una bella frase di Goethe che dice: “La musica è architettura cristallizzata”.

Fateci un salto, ne vale la pena.

 

(Grazie a Roberto Agostini)

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No one cares about your blog (anche al SXSW)

sxsw-bloggersUn cartellone visto fuori da un locale, al South By South West, l’ormai leggendario festival musicale di Austin: la città texana viene annualmente invasa da musicisti, addetti ai lavori, giornalisti e da qualche tempo ovviamente anche dai blogger. Negli ultimi giorni non si parlava d’altro, e invidio un po’ chi c’era…

Ma il punto è l’importanza che evidentemente tendono a darsi molti blogger – non solo ad Austin e non solo nella musica – e la diffidenza verso la blogosfera che c’è  da parte di media e operatori “tradizionali”. La foto è stata pubblicata da StyleNoir, sito di moda che la commenta lamentando l’invadenza dei blogger in quel settore.

Ho trovato questa foto grazie alla pagina Facebook di FuelFriends, uno dei migliori blog di musica in circolazione, che da anni fa un lavoro davvero meritorio nel segnalare nuove band. Ho intervistato recentemente Heather Browne, la “titolare”, che ha mi detto cose interessanti, con un bell’approccio. Vedo però diversi commenti acidi a StyleNoir e alla foto, sulla  pagina Facebook di FuelFriends, il che mi spinge a pensare che per una brava blogger ci sono molti blogger frustrati.

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