Giustizia è fatta? non proprio…

Claudio Trotta, alla fine è stato assolto, perché il fatto – avere permesso che Bruce Springsteen nel 2008 suonasse per ben 22 minuti oltre l’orario consentito – “non costituisce reato”. Al di là della felicità per il buon esito della vicenda, rimane una grande rabbia, come traspare dalle parole dello stesso Trotta.

La vicenda in sé è una sconfitta, e alla fine i residenti di San Siro un po’ hanno vinto comunque.

E’ una sconfitta che poche decine di abitanti di uno dei quartieri più residenziali di Milano riescano a mettere in piedi una causa penale di questo tipo, lamentandosi per pochi concerti all’anno in zona. E’ una sconfitta soprattutto se si pensa che a Milano ci sono quartieri schiavi dell’inquinamento acustico vero, diurno e notturno. E nessuno muove un dito per fermarlo, nonostante le proteste dei residenti, che evidentemente sono cittadini di serie B.

E’ una sconfitta per il sistema-musica in Italia: nei due anni della causa si sarebbe dovuta vedere compattezza. Se ne sarebbe dovuto parlare molto di più. Invece si sono viste poche prese di posizioni, spesso tardive, e molti silenzi.

E’ una sconfitta politica enorme ed un danno di immagine incalcolabile per la città, non solo dal punto di vista musicale, e gli amministratori della città non l’hanno saputa evitare.

Ed è qua che ci vuole coraggio: se non la si vuole dare vinta, bisogna continuare a portare la musica a Milano, ad di là delle ostilità. San Siro non può essere un palcoscenico solo per i “Promessi sposi”.

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