What is punk rock? Patti Smith & Casa del Vento live a Milano

Tutto è cominciato un anno fa: Patti Smith è a Firenze. Ad un concerto per Emergency sente la Casa Del Vento, e si innamora del loro “Gipsy sound”. Torna in Italia, ed incide due brani di quello che sarà il suo prossimo disco. Poi, alla fine, ecco un mini-tour assieme.

Il luogo della performance milanese, in cartellone nel MiTo, è la Triennale Bovisa, che fino a fine mese ospita la mostra “It’s not only rock ‘n’ roll”, dedicata ai lavori artistici dei cantanti. “Art+Electricity = Rock ‘n’ Roll”, si legge entrando nella sezione dedicate alle opere di Patti Smith. Beh, non proprio, almemo per questa sera.

Il Cortile della Triennale è mezzo vuoto, anche se il concerto è dichiaratmente sold-out. Ma appena Patti Smith arriva sul palco, riempie ogni spazio con la sua presenza. E dire che ormai in Italia la vediamo ogni due per tre, per un motivo o per l’altro: libri, DVD, tour… Non pubblica un disco di inediti da sei anni e non pubblica un album da tre (“Twelve” del 2008 conteneva solo cover). Ma non ci si abitua mai al suo carisma. Accompagnata dal fido Lenny Kaye (40 anni di musica assieme) e dalla band toscana, è chiaro quale sarà il tono della serata: le canzoni, rivisitate in chiave folk-rock, con violini, fisa, slide… La prima è “Frederick”, messa lì non a caso: Fred “Sonic” Smith, chitarrista degli MC5, il suo amore scomparso nel 1994, il 13 settembre avrebbe compiuto 61 anni.

Lei balla come una ragazzina, con una grazia e un’intensità che fa invidia ancora adesso che ha ben più di 60 anni. Il suono della band funziona, non solo su brani come “Southern cross” o “Ghost dance”, folkeggianti fin dalle versioni originali. Ma anche su quelli rock, come l’inevitabile “Because the night”, tanto per citare il più famoso…

In scaletta ci sono anche un paio di brani della Casa Del Vento, “Ogni splendido giorno” e “Carne da cannone”, con lei che rispettosamente si siede, ammira e poi fa il controcanto (“Brava la nuova corista”, commenta scherzosamente qualcuno). Quando la band attacca “Gloria” e sbaglia nell’accelerazione, lei ferma tutti e trasforma l’incidente di percorso in una lezione di stile: “Mi devo sistemare i capelli, scusate. Siamo a Milano, bisogna essere belli… Mi chiedono spesso cos’è il punk-rock. E’ questo: fottersene, sistemarsi i capelli quando la gente si aspetta che tu faccia del rock…”

Il finale è una festa: una divertente cover di “Be my baby” delle Ronettes, e “People have the power”, anche questa dedicata al marito. Nel frattempo, i cancelli sono stati aperti, e chi era rimasto fuori è dentro e balla e canta.

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