Mettersi un paio di Air Jordan sulle orecchie

“I said, ‘Dre, fuck sneakers. Let’s sell speakers,’ “”, disse Jimmi Iovine.

Le cuffiette bianche fanno schifo. Non la musica, non gli iPod che la riproducono digitalizzata e compressa. Poprio le cuffiette, quelle che la Apple ha usato come simbolo per molto tempo. Se ne avete un paio vecchie in casa, diciamo di 4-5 anni fa – tiratele fuori, mettete su qualcosa e vi chiederete “ma come ho fatto ad ascoltare musica con queste robe qua?”. Quelle attuali sono un po’ meglio, ma insomma.

Jimmy Iovine è una vecchia volpe del music biz, fin dagli anni ’70 – quando esordì come ingegniere del suono con gente come Springsteen e Tom Petty. E’ stato ed è un importante produttore, ora è a capo della Interscope. E assieme a Dr.Dre ha costruito un altro impero basato su questa intuizione, quella che le cuffie bianche fanno schifo. L’impero delle “Beats by Dre”, cuffie di alto profilo. C’è un bel pezzo su Billboard che ne racconta la storia e l’evoluzione.

“I felt it was the weakest link. With a bad file and a bad-sounding computer, you have at least a shot at pumping the emotion back with a good pair of headphones”.

Questa  citazione di Iovine racconta bene come il tutto sia partito da un’esigenza giusta -preservare la qualità di almeno una parte del modo in cui la musica ci arriva – e poi si sia evoluta come un’operazione di marketing come tante altre. Il che non è un male, ovviamente, ma l’altra citazione, quella messa in apertura del post, spiega bene quale fosse il modello di riferimento dell’operazione: le Air Jordan, le scarpe su cui la Nike costruì un impero, sfruttando l’immagine del più forte giocatore di basket di sempre.

“Do Beats by Dre really sound as good as they look?”, si chiede Billboard? Si, abbastanza. E comunque il trucco è sempre il solito: pompare i bassi. Perché i bassi nella musica vendono, e sono come la maionese per i cuochi e l’edera per gli architetti: coprono qualsiasi cosa.



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