The Crazy Heart of Tron Lebowsky

Nel giro di pochi giorni ho visto tre film: una cagata pazzesca, un capolavoro e un bel film, anche se fatto di luoghi comuni.  Tutti con Jeff Bridges. Che non è riuscito a salvare “Tron Legacy” (a cui va esteso il giudizio che Fantozzi diede alla “Corazzata Potemkin”, nonostante tutta la stampa che ha avuto e  nonostante la colonna sonora dei Daft Punk).

Poi, il ho rivisto “Il grande Lebowsky” e “Crazy heart”, che mi ero perso all’uscita. Nessuno come Bridges  riesce a recitare la parte dello sfattone americano. La sua interpretazione di The Dude (“Drugo” in italiano: misteri della traduzione cinematografica) si meritava già al tempo quell’oscar che si è preso un anno fa per la parte di Bad Blake, in un film molto più consolatorio del libro di Thomas Cobb da cui è tratto. Però è incredibile come Bridges riesca a rendere memorabile un personaggio che alla fine è fatto solo di stereotipi – il cantante country con cappello e stivali, un ubriacone a fine carriera in pieno blocco dello scrittore, salvato dall’amore di una donna.

E canta pure bene, nel film. Poi certo, sono tutti bravi se la musica te la produce uno come T Bone Burnett…http://www.youtube.com/watch?v=-c5KpTL4RGA&feature=related

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