Monthly Archives: luglio 2011

I Black Crowes, Mellencamp e il concerto breve

Uno aspetta un artista o una band per anni, va a vederlo, vede un concerto bellissimo. Ma è iniziato tardi ed è durato un’ora e mezza scarsa. E’ successo l’altra sera con i Black Crowes e pare che le lamentele siano state un bel po’; il promoter del concerto, Claudio Trotta di Barley Arts, ha postato una nota su Facebook spiegando cosa era successo.

Il fatto che un artista suoni o abbia suonato in altre parti del mondo o anche in Italia e in altre occasioni set più o meno lunghi non significa in automatico che lo faccia  o lo voglia  o lo possa fare sempre.

Nel caso specifico dei Black Crowes a Dieci Giorni Suonati io avevo offerto alla band la possibilità di suonare anche 3 ORE,anche i due set acustico e elettrico come faranno in clubs a londra e amsterdam. E’ stata una loro scelta quella di suonare un ora e 30, credo determinata da alcuni fattori anche di itinerario europeo(avevano un aereo per Bilbao la mattina dopo alle 8 …)artistico(prima di questo “run” di date in europa era da sei mesi che non suonavano insieme)vocale(paura di “spezzare la voce alla prima del tour europeo).

Claudio, giustamente, conclude dicendo che quello che conta è l’intensità, e l’intensità c’è stata, eccome.

L’intensità c’è stata  anche ieri sera da John Mellencamp, prima data italiana in assoluto. Però anche lì si è ripetuta la storia: prima un documentario di un’ora (annunciato), poi un concerto di 93 minuti, dritto dritto e senza bis. In questo caso, la scaletta era identica a quella di altri concerti europei quindi uno se lo poteva aspettare, ma il pubblico era comunque un po’ innervosito. E anche qua il promoter non c’entra: scelte (discutibili) dell’artista, che peraltro è stato impeccabile musicalmente (qua c’è la recensione del mio collega Alfredo Marziano), regalando un gran concerto, con una grande band e un grande suono: ecco due video…

John Mellencamp – Longest Days (Live in Vigevano, 9/7/2011)

John Mellencamp – Authority Song (Live in Vigevano, 9/7/2011)

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Lou Reed, le rughe, il caffé freddo e il sassofono

Lou Reed è invecchiato. E neanche troppo bene: ha 69 anni, la faccia solcata dalle rughe. Lo portano sul palco quasi di peso. E beve caffé freddo macchiato (latte freddo, non schiumato), come vedete dalla foto con intruso qua a fianco. Ma cosa volete che beva uno a quell’età, dopo la vita che ha fatto?
IMG_1872-300x200E sul palco se la cava ancora egregiamente. Ieri l’ho intervistato, poi sono andato a vederlo all’Arena Civica. L’ho visto un sacco di volte: da solo, con John Cale, nella reunion con i Velvet Underground, in trio con John Zorn e Mark Ribot… Gli ho visto fare concerti così così. Ma ieri sera ha portato a casa la serata con dignità.

Ho letto un po’ di commenti impietosi in giro, scritti da gente che leggo e stimo (qua e qua). Se la prendevano soprattutto con il sax: Lou Reed è in tour con una formazione estesa di 7 elementi, con il fido Rob Wasserman e un po’ di altri musicisti giovani. E sì, c’è anche il sax. Che Lou usò in “The bells”, criticatissimo disco di fine anni ’70, da cui sono stati ripescati la title tracks e “All through the night”. Che, invece, secondo me sono stati due dei pezzi migliori della serata (la seconda la si può ascoltare qua sotto, nella versione “reharsal” postata sul suo sito). Insomma, dai, non è la prima volta che lo usa, il sax. Non mi sembra una roba così tragica.

Vero, la band funziona solo a sprazzi, ma in almeno un paio di casi (la bella versione di “Ecstasy” e “Small town”, da “Songs for Drella”) girava bene. E, contro ogni aspettativa, la scaletta è stata notevole, dopo che nel pomeriggio aveva raccontato che avrebbe scelto solo pezzi dimenticati.

Insomma, sì: Lou non è più quello di una volta. Ma a 69 anni non ha deciso di dimettersi da rockstar, e fa bene. Con una classe del genere se lo può permettere.

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Il concerto dell’anno

C’è una strana tendenza, quella di fare non solo le classifiche di fine anno, ma quelle di metà anno.

Io, comunque, ho già un’idea abbastanza precisa su quale sarà il concerto dell’anno: quello dei Black Crowes di ieri sera a Vigevano. Sicuramente, la versione di 20 minuti di “Wiser time” è valsa non solo le decine di punture di zanzare, ma molto molto di più. Non l’ho registrata, ma in compenso ho fatto un video di “Sting me”. Enjoy.

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This Is Radio Soulwax

Se vi piace la musica, dovete andare a questo indirizzo: http://www.radiosoulwax.com/. Se non conoscete già David e Stephen Daewele, in arte Soulwax e/o 2ManyDJs, potreste rimanere ipnotizzati. E anche se li conoscete rimarrete a bocca aperta.

I due hanno messo on line dei mix di un’ora – e altri ne metteranno nelle prossime settimane. ma definirli così è riduttivo: “We call them mixes, but in reality they are more like musical films based on the record sleeves”, dicono loro. Non sono semplici mix e mash-up di canzoni, genere per altro in cui sono bravissimi (i migliori?). Le canzoni sono mixate con le rispettive copertine animate. E vi assicuro che anche detto così non rende l’idea: il risultato è spettacolare, a dir poco.

E infatti è lo spettacolo che i due portano in giro da diversi anni, ormai. E metterlo in rete, così, è una bella scommessa.

Instead of releasing another 2manydjs mix album, we’ve tried to come up with something different, a new way to share music we love with you. Besides, we had too many ideas to put into one compilation and too many records to not do something more, something outrageous!

Il modo migliore per farvi ipnotizzare da questi mix – “Introversy” contiene 420 “incipit” di canzoni!-  è scaricare l’app per iPad, che vi permette anche di scaricare il mix e vederlo off-line.

Il mio momento preferito, per ora, è il passaggio in cui mixano i Nirvana con i Sonic Youth (sotto trovate la versione audio, ma quella visiva è un’altra cosa). Ma nei loro mix si trova di tutto, da Celentano a Tullio DePiscopo, dalla musica giapponese, alla disco, al classic rock. A dimostrazione che la musica è una sola, quando si hanno buone orecchie e buone idee. E, in questo caso, buoni occhi.

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Speaking in tongues

Ma quanto è bella la canzone degli Arcade Fire con David Byrne? (Per prepararsi spiritualmente al concerto di questa sera…)

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by | 5 luglio 2011 · 7:19 am