Monthly Archives: ottobre 2011

We all go to where we belong

In rete da qualche tempo è emerso un po’ di materiale inedito e interessante dei R.E.M., pubblicato da questo blog.

1)la primissima cassettina dei R.E.M., che contiene uno strano mix (“Dub”) di “Radio Free Europe”, assieme a quello originario che sarebbe poi finito sul primo 45 giri del gruppo (che ancora oggi è l’oggetto più ricercato da collezionisti)

2)I primissimi demo di “Murmur”. Lì in mezzo tra cui una delle cose più cercate e temute: un famigerato demo di “Catapult” inciso con Stephen Hague (New Order, Pet Shop Boys). Si può capire perché si sia fatto di tutto per nasconderlo in questi anni: i R.E.M. in salsa new wave, con tanto di sintetizzatori. Una roba veramente trash, tanto che Peter Buck ha più volte detto che è la peggior cosa mai incisa dal gruppo. La potete sentire anche qua sotto, e farvi due risate.

In rete, da qualche giorno, si può vedere anche un trailer della raccolta dei R.E.M. Se andate alla fine, poco prima di un bel montaggio con la trasformazione del logo della band negli anni,  si sente anche un frammento del nuovo singolo…. L’ho sentita per intero, è una canzone stra-classica, malinconica come solo sanno essere i R.E.M., che inevitabilmente suona come un commiato, con quel titolo e quel tono… Comunque, sarà disponibile da lunedì: andrà in radio dalle 15 e dovrebbe andare in vendita più o meno in contemporeaneamente, per cui c’è poco tempo da aspettare per farsi un’idea.

Anche alla fine i R.E.M. hanno fatto le cose a modo loro. Le altre due canzoni inedite, “Hallelujah” (non è una cover, garantito) e “A month of saturdays” sono due canzoni particolari, strane, inaspettate per una raccolta di fine carriera. Forse solo la prima ricorda altre cose già fatte dalla band, ma non di quelle che ti aspetti in un contesto del genere…

Commenti disabilitati su We all go to where we belong

Filed under Nuova musica

Mashup

Rolling in the Beats, A Live Mashup of 24 Videos

Commenti disabilitati su Mashup

by | 11 ottobre 2011 · 8:08 pm

La musica che gira intorno (dal 2009 ad oggi)

La FIMI, la Federazione Industria Musicale Italiana, oggi ha annunciato che finalmente la classifica di vendita degli album includerà anche le vendite in digitale: meglio tardi che mai.

C’è un’altra cosa interessante che la FIMI fa, da qualche tempo a questa parte: pubblicare le certificazioni dei dati di vendita complessivi dei dischi e delle canzoni, a partire dal gennaio 2009. Non i dati di vendita dei singoli dischi, ma il fatto che siano dischi d’oro, platino, etc. Insomma, che abbiamo superato una certa soglia.

Ne abbiamo già parlato qualche tempo fa: nel settembre 2009 venne pubblicata la prima lista delle certificazioni. Quella lista da qualche tempo viene aggiornata ogni settimana, con gli stessi meccanismi: i dischi di diamante (oltre 300.000 copie) adesso sono 5 (un anno fa c’era solo Renato Zero), 26 multiplatino (oltre 120.000 copie), 53 platino (60.000 copie) e 114 ori (30.000). Qua sotto trovate l’elenco dei 5 album Diamante e dei Multiplatino (a questi 25 va aggiunta anche Noemi, che non sono riuscito a incollare nell’immagine).

Sotto trovate una parte dell’altra lista di certificazioni che la FIMI compila, quella dei Download delle singole canzoni. In questo caso ho riportato solo i Multiplatino (più di 60.000 download). Le altre certificazioni sono Platino (+ di 30.000) e Oro (Più di 15.000 unità. Entrambi le cassifiche partono da gennaio 2009 e sono aggiornate alla 39° settimane del 2011.  Potete trovare le liste complete a questo indirizzo.

Vale la pena darci un’occhiata, perché si vedono cose impensabili. Le prime 5 posizioni non stupiscono, Ma stupisce  la presenza tra i dischi d’oro di una raccolta di Julio Iglesias del 1991 (“Da Manuela a Pensami”), per fare un esempio. O il fatto che  “My life in the bush of ghosts”, che il mio amico Paolo Madeddu rinviene settimanalmente da mesi nella sua The Classifica su Macchianera, non è neanche disco d’oro.  O che ci sono solo due dischi stranieri nelle prime 20 posizioni degli album (Michael Jackson, 8° e gli U2, 15° – Lady Gaga è 21°), mentre nelle canzoni gli stranieri vanno meglio (anche se il secondo brano estero più scaricato è “Danza Kuduro”, dopo “Bad Romance”). O che la canzone più scaricata dei R.E.M. dal 2009 è, indovinate un po’, “Losing my religion” (datata 1991).

Potrei andare avanti all’infinito con questi dettagli che sembrano quasi aneddotti più che dati: è la musica che gira intorno nei canali di vendita tradizionali. Perché poi c’è tutta un’altra musica che in queste classifiche non si vede: è quella che gira sulle radio, sui social network e in generale in rete. Ma questa è un’altra storia.

Schermata-10-2455845-alle-15.36.58

Schermata-10-2455845-alle-15.28.43

Commenti disabilitati su La musica che gira intorno (dal 2009 ad oggi)

Filed under MusicBusiness & Technology

Never Die Young

Stamattina mi è tornata in mente questa canzone di James Taylor, che forse c’entra poco. Però a me in questo momento spiace per l’uomo, che se n’è andato a 56 anni, gli ultimi 7 convissuti con una terribile malattia.

E mi fa ancora più impressione pensare alle cose che ha fatto non tanto nella sua vita, ma anche solo in quest’ultimo periodo.

Poi, non sono convinto che abbia rivoluzionato la nostra vita, né in generale né quella quella di ascoltatori di musica. L’ha cambiata profondamente, quello sì. Perché senza l’iPod – figlioccio stiloso del walkman – il modo in cui consumiamo le canzoni non sarebbe lo stesso. Si può discutere all’infinito se tutto questo ha fatto bene o no alla musica, sicuramente il processo – che però era stato innestato da Napster, non da Apple – ha fatto tanti danni quante migliorie.

Però Jobs era un appassionato vero di musica. E ci credeva. Andate al minuto 8’47” di questo video, quello della presentazione del primo iPod, nel 2001. Steve dice “Boom” e c’è qualche attimo di imbarazzo vero. Poi scatta un applauso di circostanza. All’inizio della saga musicale di Apple era l’unico a crederci. Indovinate un po’ chi ha avuto ragione….

Alla fine, i geni dell’industria culturale sono quelli che sanno davvero unire questi due termini, che spesso, soprattutto nella musica, sono un ossimoro: sanno che lavorano su oggetti frutto del talento, lo rispettano, lo valorizzano. Sanno inserirli in un processo di produzione che crei dei profitti e che assicuri la loro sopravvivenza. E tengono sempre in mente chi quegli oggetti li userà. E’ stato l’elemento umano della macchina, parafrasando le parole di Jovanotti.

Commenti disabilitati su Never Die Young

Filed under Apple, iPod, iTunes, MusicBusiness & Technology, Walkman