#howshitisedsheeran

Gli “haters” musicali sui social media sono sempre in agguato, e in Italia ne sappiamo qualcosa: basta vedere le guerre tra i fan di certi cantanti, talvolta incitate (indirettamente) dagli stessi artisti o dalla stampa, certe certe volte spontanee. Certe volte le “guerre” sono divertenti come sfottò tra tifosi, certe volte sfociano nell’insulto libero e gratuito.

Chissà cosa deve essere passato per la testa di  Luke Lewis. Direttore dell’NME. E bella figura di suo: uno che se lo segui su Twitter condivide link, pensieri e cose divertenti.

Chissà cosa deve essergli passato per la testa, sabato scorso, quando ha lanciato l’hashtag #howshitisedsheeran (“ma quanto fa cagare Ed Sheeran”?). Chissà  quando si è accorto di aver fatto una cazzata, quando una cosa divertente è diventata odiosa, quando si è accorto di avere stuzzicato quei talebani della musica che non aspettavano altro che poter insultare un cantante troppo “facile” per loro. Figurati se poi a incitarli è il direttore della più blasonata testata inglese. Chissà se e e quando sono arrivate le telefonate delle case discografiche del management dell’artista…

Dice che se ne è accorto da solo, dopo 20 minuti, dopo un po’ di retweet dei primi messaggi. Ma a quel punto era tardi, perché l’hashtag era già decollato.

Luke Lewis oggi ha scritto una lunga ed onesta lettera di scuse.  Onore a lui per averlo fatto: ci vuole un bel coraggio. Sia per far partire un hashtag del genere, sia per ammettere di avere sbagliato. E onore anche ad Ed Sheeran per avere accettato le scuse senza colpo ferire (sempre via twitter). Chissà quanti altri avrebbero avuto il coraggio di farlo.

Ps: ho raccontato la cosa ad un mio collega. “Però. Non è male l’idea. Avrei in mente due o tre artisti italiani su cui farlo…”

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