Guida galattica per pirati digitali e discografici

Gli alieni esistono, ma fanno musica di merda. Sono bravi in tutte le arti conosciute nell’universo, ma da quando hanno sentito una nostra canzone – neanche delle più belle – han capito che non ce n’è: gli umani sono i migliori in questo campo.  Gli alieni hanno scroccato per decenni la nostra musica, ascoltandola e copiandola di nascosto.  La loro etica impone di rispettare le leggi locali: quindi vogliono prendere in licenza tutta la musica mai prodotta dall’umanità, per poterla riprodurre, copiare, scaricare in tutto l’universo. E sono disposti a pagare. Ma viste le leggi americane, che prevedono pene di 150.000 dollari per ogni canzone piratata, e vista la litigiosità dei discografici, sarà tutt’altro che semplice.

Le premesse di “Year zero”, libro di Rob Reid appena uscito, fanno già sorridere. Il resto del libro ancora di più: è una “Guida galattica per autostoppisti” rivisitata nell’era della musica digitale, del copyright e del file sharing.

Due alieni si rivolgono ad un avvocato terrestre (Nick Carter, scelto perché scambiato per uno dei Backstreets Boys, che adorano) e gli chiedono di adoperarsi per ottenere le licenze. Carter si troverà a fronteggiare altri alieni che, pur di non pagare tutta la ricchezza dell’universo alla terra, pensano di distruggerla per risolvere il problema.

Potete immaginare il resto: che è paradossale e parodistico nello stile di un Douglas Adams rivisitato in salsa musicale, con citazioni e battute dal mondo dei dei suoni. Ma anche molto reale. Rob Reid è stato uno dei fondatori di Rhapsody, e sa come girano le cose nel sistema, come l’industria della musica tenda ad ammazzare ogni innovazione difendendo con i denti  un modello superato dagli eventi, quello dell’inscatolamento controllato dei suoni nei supporti fisici.

Se volete capire Rob Reid, guardatevi il suo TedTalk, dove esibisce le sue doti in una materia che si è inventato, la Copyright Math: fare qualche calcolo a partire dalla catastrofiche (e manipolate, per non dire false) cifre fornite dall’industria dell’intrattenimento e vedere le conseguenze paradossali a cui portano se prese sul serio.

Per quanto riguarda il libro: lo sto leggendo e non è davvero niente male, divertente e tragico allo stesso tempo. Lo trovate su iTunes BookStore e su Amazon. Qua c’è il book trailer:

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