Monthly Archives: gennaio 2013

The Coachella Hipster Cred Calculator

 

Commenti disabilitati su The Coachella Hipster Cred Calculator

by | 31 gennaio 2013 · 7:26 pm

Mad Men season 6 promo

 

Commenti disabilitati su Mad Men season 6 promo

by | 24 gennaio 2013 · 9:23 pm

#NowListening (10)


Nuova puntata della rubrichetta estemporanea di micro recensioni e cose ascoltate da queste parti, altri dischi oltre a quelli di cui si parla nello spazio canonico delle recensioni su Rockol.

(Il titolo è un link a spotify per ascoltare il disco, quando è disponibile. Qua una guida su come usare Spotify dall’Italia) (questa guida vi servirà ancora per poco…)


 alt=

Aaron Neville – My True Story

Quel vibrato, quel pugnale tatuato sulla guancia. E’ impossibile confondere questo gigante con qualcun altro. La sua voce è unica e questo disco è un capolavoro: classici senza tempo rivisitati in stile doo-woop, con la produzione di Don Was e Keith Richards. Esce per la Blue Note, e ne riparleremo come si deve a breve su Rockol.

Otis Taylor – ContraBand

Un disco uscito l’anno scorso, recuperato grazie alla playlist di fine anno di Cristiano Godano su Il Fatto Quotidiano. Blues-soul costruito su pochissimi accordi e reso ipnotico dalle ripetizioni. Suonato da Dio e assai affascinante. Come dice Godano: “mi piace l’intento affascinante e riuscito di ottenere una sorta di resa ipnotica utilizzando una materia consolidata come il blues”.

Four Tet – 0181

Annunciato improvvisamente via Twitter e pubblicato un paio d’ore dopo su Soundcloud: è una raccolta di brani inedito incisi tra il ’99 e il 2001. Ma è molto meglio delle ultime cose pubblicate da Kieran Hebden negli ultimi tempi, soprattutto è meglio della noiosa raccolta di singoli “Pink”, del 2011.

Bobby Long

La ATO Records è diventata la mia etichetta preferita: non sbaglia un’uscita. A fine febbraio pubblica “Wishbone”, secondo album di questo cantautore inglese trapiantato a NY: il primo pezzo, “Devil moon”, è un gioiello. Anche il primo disco, “Winter tales”, non è male: cantautorato rock molto classico, ma fatto come Dio comanda.

The Twylight Zones – “Not Fade Away OST”

Un film uscito da poco in U.S.A., ambientato negli anni ’60, in cui la musica è centrale: un gruppo di amici decide di fondare una band dopo avere visto gli Stones in TV. La band si chiama Twylight Zones ed è stata creata davvero per l’occasione da David Chase (ideatore dei Sopranos) e Steve Van Zandt: classici del periodo e originali composti per l’occasione. Power Pop allo stato puro, suonato con classe.

.

Commenti disabilitati su #NowListening (10)

Filed under Ascolti

Maggiore/Minore: linguacce ai linguisti

I convegni accademici possono essere istruttivi oltre ogni aspettiva. Magari ci mettono degli anni a servire, però poi…  Ad uno, anni fa, venne fuori la solita discussione: la musica è un linguaggio? No, dicevano sprezzanti i linguisti puri e duri.

La musica non può significare, dicevano i linguisti. Non c’è corrispondenza diretta tra la sua espressione il suo contenuto, come tra la parola “tavolo” e l’oggetto tavolo. Per i linguisti, la musica è un’espressione artistica (nel loro mondo, quello dove l’unica cosa degna di attenzione è la lingua parlata e scritta, ciò equivale più o meno ad essere una merda).

Qualcuno provò ad azzardare che invece la musica significa: basta pensare all’uso delle scale in minore per significare tristezza, o all’uso di quelle in maggiore per significare allegria. E’ un esempio che si fa spesso, da parte di chi si occupa di studiare il linguaggio della musica. Ma, di fronte all’intransigenza dei linguisti, non servì neanche quell’esempio, che venne sbeffeggiato (metaforicamente, ma non troppo).

Tutto questo mi è tornato in mente, in questi giorni, vedendo questo tipo che ha riarrangiato digitalmente canzoni depresse usando scale in maggiore. L’effetto è sorprendente. Vorrei avere avuto questi esempi a quel convegno, per fare una linguaccia a quei linguisti.

Commenti disabilitati su Maggiore/Minore: linguacce ai linguisti

Filed under Università/Lezioni, videoclip

Robe blasfeme

Lana Del Rey mischiata con Johnny Cash: Born to Hurt

Commenti disabilitati su Robe blasfeme

by | 15 gennaio 2013 · 1:10 pm