#NowListening (10)


Nuova puntata della rubrichetta estemporanea di micro recensioni e cose ascoltate da queste parti, altri dischi oltre a quelli di cui si parla nello spazio canonico delle recensioni su Rockol.

(Il titolo è un link a spotify per ascoltare il disco, quando è disponibile. Qua una guida su come usare Spotify dall’Italia) (questa guida vi servirà ancora per poco…)


 alt=

Aaron Neville – My True Story

Quel vibrato, quel pugnale tatuato sulla guancia. E’ impossibile confondere questo gigante con qualcun altro. La sua voce è unica e questo disco è un capolavoro: classici senza tempo rivisitati in stile doo-woop, con la produzione di Don Was e Keith Richards. Esce per la Blue Note, e ne riparleremo come si deve a breve su Rockol.

Otis Taylor – ContraBand

Un disco uscito l’anno scorso, recuperato grazie alla playlist di fine anno di Cristiano Godano su Il Fatto Quotidiano. Blues-soul costruito su pochissimi accordi e reso ipnotico dalle ripetizioni. Suonato da Dio e assai affascinante. Come dice Godano: “mi piace l’intento affascinante e riuscito di ottenere una sorta di resa ipnotica utilizzando una materia consolidata come il blues”.

Four Tet – 0181

Annunciato improvvisamente via Twitter e pubblicato un paio d’ore dopo su Soundcloud: è una raccolta di brani inedito incisi tra il ’99 e il 2001. Ma è molto meglio delle ultime cose pubblicate da Kieran Hebden negli ultimi tempi, soprattutto è meglio della noiosa raccolta di singoli “Pink”, del 2011.

Bobby Long

La ATO Records è diventata la mia etichetta preferita: non sbaglia un’uscita. A fine febbraio pubblica “Wishbone”, secondo album di questo cantautore inglese trapiantato a NY: il primo pezzo, “Devil moon”, è un gioiello. Anche il primo disco, “Winter tales”, non è male: cantautorato rock molto classico, ma fatto come Dio comanda.

The Twylight Zones – “Not Fade Away OST”

Un film uscito da poco in U.S.A., ambientato negli anni ’60, in cui la musica è centrale: un gruppo di amici decide di fondare una band dopo avere visto gli Stones in TV. La band si chiama Twylight Zones ed è stata creata davvero per l’occasione da David Chase (ideatore dei Sopranos) e Steve Van Zandt: classici del periodo e originali composti per l’occasione. Power Pop allo stato puro, suonato con classe.

.

Commenti disabilitati su #NowListening (10)

Filed under Ascolti

Comments are closed.