Feel good songs – 2013

2013

Tempo di iniziare a fare i conti con questo anno, che di musica buona ne ha messa in giro tanta: così, per cominciare, ho fatto due playlist  con le canzoni che ho ascoltato di più, incrociando i dati di iTunes, Spotify e Deezer. Due, una su Deezer e una su Spotify, per essere ecumenici, e perché da una parte ci sono cose che non ci sono dall’altra.  Ne è venuta fuori una lista che non è delle migliori canzoni dell’anno in assoluto, ma una personalissima scelta di roba buona da (ri)scoprire.

 Cantautori che sono passati in secondo piano come Joy Ritter, Tyler Lyle, Widower, Justin Currie e John Murry. Chi invece ha avuto una buona visibilità e la ripaga con un perfetto esempio di california-rock (“Moses pain” di Jonathan Wilson), la title track dei Pearl Jam (credo sia l’unica canzone che ha messo tutti d’accordo, anche quelli che non sopportano il nuovo album), belle ristampe (R.E.M., Waterboys… ), dischi dal vivo (la sempre emozionante “Round here” dei Counting Crows), ka stupenda jam dei My Morning Jacket con gli Alabama Shakes su Fela Kuti e la ancora più bella jam  dei Grateful Dead su “Dark Star” (in “Sunshine Dayddream”, concerto del ’72 pubblicato ufficialmente quest’anno). E le schitarrare di Kurt Vile su “Wakin on a pretty day” – star male non ha mai suonato così bene, come dice Pitchfork della canzone…

E sì, secondo me la canzone dell’anno è “Higgs boson blues”: immensa, per suoni , tensioni, parole, interpretazione. Miley Cyrus citata prima che diventasse quella Miley Cyrus. Il Bosone di Higgs prima che prendesse il premio Nobel, e tutto il resto.

Buon Ascolto!

 

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