“Poco spazio alla musica” (cit.) – Sanremo, il luna park del giornalista musicale (Ep. 2)

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Ieri, martedì, è stata la giornata da “quiete prima della tempesta”. Che tempesta, poi: in un bicchiere d’acqua – a Sanremo, se non succede qualcosa si cerca di farlo succedere. Come la “polemica” nei confronti di Rufus Wainwright. O la presenza di Grillo. O qualsiasi altra cosa. Poi due operai sbucano sulla balaustra ed è subito 1995.

Appunti sparsi delle ultime 36 ore, o giù di lì:

  • Lunedì sera ho aperto una porta e mi sono trovato al raduno dei sosia.  C’era pure il sosia di Mario Biondi.
  • Tra gli sponsor del Festival c’è Dash, che ogni giorno mette un banchetto in sala stampa con micro confezioni di detersivo per i piatti. Il commento di Zanetti: “Finalmente un Sanremo pulito”.
  • “Il quarto accordo di questa canzone non si era mai sentito al Festival” (commento sentito alla prova di un giovane)20140219-083633.jpg
  • Ho sentito i giovani in prova. Uno che ha un passo diverso, qualche giovane vecchio, qualche cosa non male. Generale assenza di carisma. Nulla che mi sia davvero arrivato (cit. Simona Ventura). Ma sarà un problema mio.
  • “Quest’anno c’è poco spazio alla musica” (Esordio di una domanda dalla sala stampa delle radio, martedì)
  • “Poco spazio alla musica” è il mantra più usato da quando esiste Sanremo.
  • “Sanremo è il festival delle canzoni” (Mauro Pagani, direttore della commission Artistica)
  • “Sanremo è un varietà” (Luciana Littizzetto, Lunedì in conferenza stampa).
  • La prima canzone in gara, quest’anno, è arrivata dopo 37 minuti dall’inizio, alle 21.29 (ma c’è stato l’imprevisto della balaustra).
  • Domanda: ma come hanno fatto i due operai ad arrivare fin lassù? La sicurezza dell’Ariston è ferrea, di solito.
  • Il 90% delle domande di oggi alla conferenza stampa saranno su di loro e su  Grillo (che fine ha fatto, poi?). Poi qualcuno – indovinate – si lamenterà che si parla poco di musica.
  • “Ci deve essere un nesso tra la felicità e l’espresso”: il verso di  quest’anno è dei Perturbazione.
  • In un solo caso sapevo già che canzone votare. E non è passata (“Invisibili” di Cristiano De André: bellissima e spietata).
  • Ho preso 4 votazioni su 7 (Arisa, Frankie, Ruggiero, Gualazzi).
  • Ospiti musicali: bravo e rispettoso Ligabue (non deve essere stato facile uscire sul palco dopo tutto quel casino in avvio, con la minaccia di Grillo in sala).  Cat Stevens: voce insicura, a me non ha emozionato per niente (sono crudele, che vi devo dire)
  • Ospiti non musicali: “Quei babbei lassù hanno la Regina Elisabetta. Noi abbiamo Raffaella Carrà” (Paolo Madeddu, su Twitter). Ce n’erano altri, oltre alla Carrà?
  • Classifica personale: 1)DeAndré/Perturbazione a parimerito. 3)Frankie (solo la seconda però) 4)Arisa 5)Giusy Ferreri 6) Ruggiero 7) Gualazzi/Bloody Beetroots (faccio il giornalista serio per un attimo: la contemporaneità non è mettere un po’ di elettronica su un pezzo disco  ’70-’80 o su una ballata stile Motown).
  • Serata lunga, lunghissima, come sempre capita alla prima del Festival. Va bene lo spettacolo – ma certi siparietti eterni (la Castà: imbarazzante) si potevano evitare.
  • Dialogo da sala stampa: Collega: “Ma come tutti gli anni anche stasera c’è la festa alla discoteca Morgana?”  Io: “ESTICAZZI”. Sigla. Buonanotte.
  • Programma di oggi, mercoledì: 2 interviste, sei conferenze stampa. Amen.

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One Response to “Poco spazio alla musica” (cit.) – Sanremo, il luna park del giornalista musicale (Ep. 2)

  1. Davide

    Mi sembra ci sia tutto :)