10 dischi, 30 canzoni, quisquilie e pinzillacchere: l’inevitabile classifica del 2014

“Chi dice che questo è stato un anno banale per la musica l’ha cercata nei posti sbagliati”. Non mi ricordo dove l’ho letta, forse su Twitter, ma sono d’accordo. Ad ogni dicembre sento dire “Ah, ma gli anni passati c’era di meglio..” . Quest’anno va di moda dire che il 2014 è stato un anno banale, mi pare di capire. Io, sfogliando nella mia libreria, vedo dischi e canzoni del 2014 che mi accompagneranno per un po’ di tempo.

2014Poi, certo, anche quest’anno è uscita tanta roba banale. Artisti che fanno nuovamente quello che han sempre fatto, solo un po’ meno bene. Artisti che ripubblicano. Artisti che assomigliano ad altri. Cose che succedono da sempre e succederanno anche nel 2015.

Per cui: nel 2014 si è continuato a dare più importanza alla forma che ai contenuti, più importanza ai metodi di distribuzione della musica che alla musica in sé (vedi il caso U2, il cui album a me è piaciuto, peraltro).
Ma i contenuti non mi sembrano malaccio, anzi. Così ecco l’inevitabile e personalissima classifica degli album, una playlist delle canzoni, più qualche premio a casaccio.

Cose che mi hanno sorpreso, quest’anno: certi ritorni, come quello stupendo di Neneh Cherry, prodotta da Four Tet, quello di Damien Rice. E poi gli Alt-J – meno sorprendenti degli esordi, ma li ho ascoltati di più al secondo album: il campionamento di Miley Cyrus in “Hunger of the pine” è una delle cose che mi sono piaciute di più del 2014.

Concerto dell’anno: la doppietta dei Pearl Jam, a Milano ma soprattutto a Trieste (anche se ho trovato una band diversa dall’ultima volta, un po’ invecchiata, forse, o più matura).

Momento dell’anno: Sentire Neil Young che fa “Cortez the killer” a Barolo (un concerto dalle condizioni proibitive, peraltro) e i Counting Crows che mi fanno “Round here” a Milano.

Boutade dell’anno: Neil Young e il suo disco vintage (ma anche  una Suora dalla voce esile che fa la cantante…)

Delusione dell’anno: Il disco dei Pixies. Inutile: era meglio se continuavano a far concerti di canzoni vecchie.

Film musicale dell’anno (forse del decennio): “20.000 days” on Earth di Nick Cave

 

I miei DISCHI DELL’ANNO, STRANIERI

1. Neneh Cherry, “Blank project”
2. The Delines, “Colfax”
3. Damien Rice, “My favourite faded fantasy”
4. Alt-J, “This all yours”
5. Against Me!, “Transgender dysphoria blues”

 

I miei DISCHI DELL’ANNO, ITALIANI

1. Cesare Cremonini – “Logico”
2. Pan Del Diavolo – “Folkrockaboom”
3. Zibba, “Senza pensare all’estate”
4. Ghemon, “Orchidee”
5. Fabi, Silvestri, Gazzè, “Il padrone della festa”

 

Le mie 30 CANZONI DELL’ANNO, in due agili playlist, su Deezer e Spotify

 

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