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Le peggiori cover di tutti i tempi (2) – la vendetta

E niente, quando ieri ho fatto girare questo giochino su Twitter e Facebook, amici e conoscenti hanno segnalato le cover orribili. Alcune le conoscevo (ma le avevo  rimosse). Di altre invece ignoravo l’esistenza (e forse era meglio così). (O forse no).

Con sprezzo del pericolo e della sanità delle mie e delle vostreorecchie, raccolgo le pessime cover  in un nuovo post, con il nome di chi le ha segnalate.  Qua, invece,  la mia lista originaria.

Il mio personalissimo premio tra quelle segnalate tra ieri e oggi va agli Slayer che massacrano “Born to be wild” e alla versione trip-fighetta di “Bohemian Rhapsody”. Il premio alle canzoni con il maggior numero di cover peggiori va a “Losing my religion” (anche se devo ammettere che a me la versione dei Lacuna Coil non dispiace) e a “Dancing in the dark” di Springsteen (ce ne sono altre…). Il premio al maggior numero  di cover brutte segnalate va a Enrico Sola (aka Suzukimaruti), che me ne ha indicate ben 9 (ne ho scelte due: le peggiori, ovviamente).

Ecco  qua la lista delle cover segnalate da voi – grazie a tutti quelli che hanno partecipato.

Se volete, votate la peggiore delle peggiore nei commenti o usando l’hashtag #coprilacover (lanciato da EmmeBi l’anno scorso su Twitter).

t.A.t.u. – “How soon is now” degli Smiths (Giovanni Ansaldo – arrivata adesso, la vincitrice per acclamazione)

Carla Bruni – “Absolute Beginners” di David Bowie (Daniele Cassandro)

Samantha Fox “(I Can’t Get No) Satisfaction” dei Rolling Stones (Enrico Sola)

Massive Attack “Light My Fire” dei Doors (Enrico Sola )

Tom Smith [Editors] – “Dancing in the Dark” di Bruce Springsteen (Antonio Bravetti)

Nouvelle Vague – “Love will tear us apart” dei Joy Division (Hamilton Santià)

Florence and the Machine – “Halo” di Beyoncé (Pop Topoi)

Raphael Gualazzi “Luce (Tramonti a Nord Est)” di Elisa (PopTopoi)

Korn – “Another Brick In The Wall” dei Pink Floyd (Gabriele Toresani)

Lacuna Colil – “Losing My Religion” dei R.E.M. (Carlo Vergani e Sara Borghi)

 Enrique Iglesias – “Sad eyes” di Bruce Springsteen (Gabriele Toresani)

Slayer – Born to be Wild degli Steppenwolf (Mauro Capelli)

Qualunque cover di Joni Mitchell, tranne la river di Robert Downey jr. (Guia Soncini – io scelgo due versioni di “A Case of You” che mi fanno rabbrividire, tanto sono gelide)

Courtney Love – “Jeremy” dei Pearl Jam (Daria Moretti)

Aaron Lewis – “Black” dei Pearl Jam (Luca Villa)

The Braids – “Bohemian Rhapsody” dei Queen (Bianca Micheletti)

Iggy Pop – “La vie en rose” (Alessandro Bochicchio)

Duran Duran – “Lay lady Lay” di Bob Dylan (Jacopo Ghioldi)

Pat Boone – “Enter sandman” dei Metallica (Alessandro Liccardo)

Snow Patrol – “Crazy in Love” di Beyoncé (Giovanni Cherubini)

Sabrina Salerno – “Kiss” di Prince (Daniele Cassandro)

Amy Macdonald – “Born to Run” di Bruce Springsteen (Giovanni Ansaldo)

Paul Anka – “Smell Like teen spirit” dei Nirvana (Alessandro Liccardo)

 

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Please, send me someone to love

“Dream river” di Bill Callahan è uno dei miei dischi preferiti del 2013 . “Americana” allo stato puro, grandi canzoni, una voce e una scrittura da manuale e, a questo giro, arrangiamenti tra folk e jazz.

Meglio ancora di quel disco, c’è questo concerto, registrato dalla radio pubblica americana, la NPR  in una sinagoga di Washington. Luogo suggestivo,  un suono che è ancora più bello del disco, forse un po’ più spoglio, ma ipnotico e meraviglioso. Al minuto 66, parte “Please Send Me Someone to Love”, una cover di una canzone degli anni ’50, di Percy Mayfield. 13 minuti di pura emozione, una delle cose più intense che ho ascoltato negli ultimi mesi.

Il concerto si può solo ascoltare in streaming, sul sito o sulle app dell’emittente.  Immagino che prima o poi lo metteranno in download come podcast, come fanno quasi sempre quelli della NPR (sempre siano lodati). Nel frattempo, ho caricato solo quella canzone su Soundcloud, sotto c’è l’originale: fatevi un regalo, prendetevi un quarto d’ora, un buon paio di cuffie e ascoltatela.

Enjoy!

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