Category Archives: videoclip

Daft Pomplamoose

Non mi ricordo quand’è stato che ho visto per la prima volta un video dei Pomplamoose – era “September” degli Earth, Wind & Fire.  La cover era ben fatta, le loro facce simpatiche, il video era a suo modo geniale – e poi c’era la nonna che ballava che da sola vinceva tutto. Nel frattempo quel video è arrivo a 5 milioni e mezzo di views.

Poi le cover, i mashup su YouTube hanno anche un po’ rotto –  perché c’è un sacco di gente che fa il fenomeno. Per non parlare di chi fa altre cover di Daft Punk, Pharrell Williams o Lorde.

Ma i Pomplamoose sono e rimangono dei geni, probabilmente i migliori in questo campo: con questi video hanno spostato l’asticella ancora più in alto. Girati in diretta, delle forme di polistirolo che prendono vita grazie ad un singolo proiettore ed un compire.. Se ve li siete persi nelle ultime settimane, vale la pena prendersi 10 minuti.

Pharrell Mashup (Happy Get Lucky) 

Lorde/2Pac/ Beck 

 

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Submarine test

Il nuovo, stupendo videoclip di John Mayer. Ed è stato girato da un italiano, Virgilio Villoresi. Tutto in presa diretta, senza post-produzione.

 

 

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Lezioni di trash (o di grottesco?)

E così, in questo periodo, arriva  la fine delle lezioni al Master in Comunicazione Musicale. La mia ultima lezione, da qualche anno, è dedicata ad un’attività semi-ludica di fine corso, dedicata ai videoclip “trash”: ogni studente sceglie un clip, la classe vota, si elegge il vincitore.

In realtà in gara finisce di tutto un po’, non solo trash. Che dovrebbe essere  l’imitazione mal riuscita  di un modello “alto” – in questo caso il videoclip “classico”, mainstream e ad alto budget.

Ma orma la rete è piena di video musicali fatti “per il LOL”, che imitano il trash, cercando volutamente la viralizzazione attraverso la risata, la ridicolizzazione estrema di se stessi. Il trash inconsapevole e senza ironia, in questo senso, è sempre più difficile da trovare. Si finisce più facilmente nel grottesco consapevole.

Insomma, l’impressione che ho avuto vedendo i video quest’anno è che sia difficile definire il trash videomusicale nell’epoca di YouTube.  E lo dico anche perché guarda caso, il vincitore è di quest’anno – come spesso è capitato negli anni passato è un video “LOL Rap”.

Ecco, il LOL Rap: da Truce Baldazzi a Spitty Cash… A farlo apposta, l’altro giorno, prima della lezione, ho visto questo bellissimo documentario girato da Andrea Girolami per Wired – che spiega il fenomeno del LOL Rap con molta attenzione, molto rispetto e senza giudicare. Noi, invece, vediamo questi video con l’atteggiamento: “guarda che sfigati”, ci sentiamo superiori… Forse è quello che vogliono questi rapper: concederci superiorità in cambio di attenzione. O forse no: un amico mi faceva notare il momento in cui Truce Baldazzi racconta in maniera disarmante di non riuscire a credere a chi gli fa i complimenti…

La lezione è che dietro a questi fenomeni, spesso, non c’è solo l’esibizionismo, l’imitazione mal riuscita e senza ironia, l’incapacità di fare una cosa bella. Il trash è molto di più di una risata. Però, se volete, cominciate con quella. Poi correte a vedere il documentario di Wired.

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Maggiore/Minore: linguacce ai linguisti

I convegni accademici possono essere istruttivi oltre ogni aspettiva. Magari ci mettono degli anni a servire, però poi…  Ad uno, anni fa, venne fuori la solita discussione: la musica è un linguaggio? No, dicevano sprezzanti i linguisti puri e duri.

La musica non può significare, dicevano i linguisti. Non c’è corrispondenza diretta tra la sua espressione il suo contenuto, come tra la parola “tavolo” e l’oggetto tavolo. Per i linguisti, la musica è un’espressione artistica (nel loro mondo, quello dove l’unica cosa degna di attenzione è la lingua parlata e scritta, ciò equivale più o meno ad essere una merda).

Qualcuno provò ad azzardare che invece la musica significa: basta pensare all’uso delle scale in minore per significare tristezza, o all’uso di quelle in maggiore per significare allegria. E’ un esempio che si fa spesso, da parte di chi si occupa di studiare il linguaggio della musica. Ma, di fronte all’intransigenza dei linguisti, non servì neanche quell’esempio, che venne sbeffeggiato (metaforicamente, ma non troppo).

Tutto questo mi è tornato in mente, in questi giorni, vedendo questo tipo che ha riarrangiato digitalmente canzoni depresse usando scale in maggiore. L’effetto è sorprendente. Vorrei avere avuto questi esempi a quel convegno, per fare una linguaccia a quei linguisti.

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Il video più brutto della storia (quasi)

Tutti giustamente a osannare Kathryn Bigelow. Però ha anche diretto uno dei videoclip più brutti della storia, questo.

(New Order, Touched by the hand of god)

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by | 30 dicembre 2012 · 1:18 pm