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#NowListening (16): slight return

NowListeningTorna, dopo una lunga pausa dovuta al trasferimento del blog, la rubrichetta estemporanea di micro recensioni e cose ascoltate in giro, oltre a quella di cui parlo di solito qua, su Rockol.

 Su Spotify c’è una playlist a cui ci si può iscrivere, con il meglio della musica segnalata da queste parti.

 

Bell X1 – Chop Chop

C’è la musica di cui parli. E poi c’è la musica che ascolti davvero. I Bell X1 sono uno dei gruppi che ho ascoltato di più negli ultimi anni – in particolare una canzone, “How your heart is wired”. Irlandesi, ex band di Damien Rice prima che facesse il busker, fanno un rock poco irlandese, asimmetrico ed ipnotico. Il nuovo disco è più acustico, basato su piano e chitarre senza elettronica. Bello, bello – poi torno a parlarne con calma su Rockol.

 

Hernanendez & Sampedro – Happy Rain

Schiacciate il tasto play qua sopra. E dite: da dove pensate che vengano questi due? California? Austin, Texas? Luca Damassa e Mauro Giorgi sono di Ravenna, e sono prodotti dalla Route61 di Ermanno Labianca (un nome che gli springsteeniani conoscono bene). Rock italiano o semplicemente rock? Comunque, ottima musica.

 

ZZ Ward – ‘Til the casket drops

E’ brava. E’ Bella. Ha un nome strano (quello di battesimo è Zsuzsanna: true story…). Ma somiglia troppo ad Adele, in salsa rock. E’ uno di quei casi di un talento talmente evidente che basterebbe lasciarlo fare, e invece viene parzialmente rovinato da una brutta produzione che ammicca troppo al mercato. tipo il disco di debutto di  Gary Clark Jr. Ma vale un ascolto, sperando che al prossimo disco…

 

Toad The Wet Sprocket – New Constellation

Qua sopra trovate embeddato “Dulcinea”, che secondo me è uno dei più bei dischi di pop-rock remmiano degli anni ’90. I Toad The Wet Sprocket si sono riformati qualche anno fa e questo è il primo disco di inediti in 16 anni. Si può finanziare ed avere subito su Kickstarter fino ai primi di agosto (ha raccolto 170.000$ sui 50.000 a cui aveva puntato). Poi esce a settembre – ma vale la pena averlo subito: musica fuori dal tempo, ottime canzoni con un sound che se vi piace il genere…

 

Calexico – Maybe on Monday

I Calexico le cover le sanno fare, e bene. Qua sopra c’è “Alone again or” dei Love rifatta in chiave Tex-Mex, qualche anno fa. In questo EP appena pubblicato (Lo si può ascoltare su SoundCloud, qua) c’è una canzone da “Algiers” reincisa e tre riletture: tra cui “Unsatisfied” dei Replacements, che è una delle più belle cose che ho ascoltato in questi mesi.

 

Joseph Arthur – The ballad of Boogie Christ

Joseph Arthur è bravo, pure troppo. Infatti tende a strafare: avevo amato i suoi primi dischi, quelli usciti per la Real World di Peter Gabriel, poi mi ero perso in mezzo alle troppe cose che pubblicava – dischi ed ep a getto continuo. “The ballad of Boogie Christ” è il suo album-album migliore da molto tempo. Finanziato con Crowdfunding, è un signor disco di rock, scritto bene e suonato meglio.  Guardate il suo passaggio da Letterman, l’altra sera.

 

 

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