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Something stays in place

Neanche a scriverla, sarebbe potuta venire meglio di così. Il cantante più di sinistra degli ultimi decenni, suona in uno dei luoghi storici della sinistra milanese, la sera in cui la sinistra fa vedere di contare ancora qualcosa a Milano e in Italia.

Billy Bragg suona alla Camera del Lavoro la sera in cui Pisapia porta al ballottaggio la Moratti, staccandola di 7 punti.

Non sono un analista politico – e non voglio esserlo. La strada è ancora lunga, ci aspettano due settimane di fuoco. Però un po’ ieri sera al concerto si respirava un’aria di festa. Un po’ contenuta dalla scaramanzia, che Bragg – grande intrattenitore oltre che performer – ha subito smorzato con una battuta in apertura:

“Arriviamo da un weekend di votazioni storiche! Raphael Gualazzi è stato votato secondo all’Eurovision…”

E così via, tra una canzone e una storia, tra un racconto ed un piccolo comizio. A tratti sembrava un “Middle aged Clash Drinking Club”: un ritrovo di 40-50 anni cresciuti a Clash e birre, come ha detto lo stesso Bragg. Ma non c’era nostalgia, solo voglia di ascoltare grande musica, e fare due chiacchiere in una giornata che, comunque vada a finire, ci ricorderemo  in molti.

Se volete una cronaca del concerto, leggete quella del collega Alfredo Marziano, che nei giorni scorsi ha raccontato la data di Torino meglio di come io possa mai fare.

Per quello che mi riguarda, tutto questo è una scusa per postare qualche video di ieri, tra cui la canzone con cui ho conosciuto Bragg, una delle mie preferite di sempre, una storia di come la musica – in questo caso quella della Motown – possa aiutarti anche nei momenti più brutti.

“When the world falls apart, something stays in place. She took off the Four Tops tape, and put it back in its case”

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Valentine day (is over)

Adesso vedi che tocca rivalutare San Valentino, festa fatta per vendere gadget inutili e riempire tutti i ristoranti almeno per una sera.

Il motivo? Adam Duritz. Mentre i suoi Counting Crows sono in pausa, lui passa le notti a twittare al suo milione e passa di follower, raccontando i fatti suoi. Ogni tanto fa il DJ su blip, condivdendo musica. Ma da qualche giorno a questa parte, e fino a San Valentino, ha deciso di incidere e regalare una canzone al giorno. Una canzone di San Valentino.

Si è messo lì, e ha inciso brani di Steve Earle, Tom Waits, Ryan Adams, Bob Dylan. Sono versioni al piano, un po’ sghembe, reperibili sul suo account SoundCloud. E mi ricordano proprio un po’ Tom Waits: belle, nella loro imperfezione. E  arrivano da una delle voci più intense e belle del rock americano degli ultimi 20 anni…

http://www.youtube.com/watch?v=BmTEIkPRv68

La mia canzone preferita di San Valentino, rimane questa, tutt’altro che romantica, di Billy Bragg…

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La (mia) canzone del 2010

Tra un referendum e l’altro si inizia a tirare le somme di questo anno e anche di questo decennio: fatevi un giro su Dieci!, che abbiamo messo in piedi a Rockol con un po’ di amici, oppure se volete una cosa più esterofila guardate questa bella lista di Paste

Per il momento segnalo la mia canzone preferita dell’anno. Una di quelle canzoni da “something stays in place”, per dirla alla Billy Bragg, che ha tutto quello che dovrebbe avere una grande canzone: grande melodia, grande testo, interpretazione da brividi, e soprattutto qualcosa che ti emoziona, ti rimane adosso in momenti belli e meno belli.

E’ “Lantern”, di Josh Ritter, cantautore di cui ho già parlato parecchio altrove. E’ uscito EP con tre versioni della canzone, di cui due live davvero spettacolari. E’ uscito solo in Irlanda, dove Josh Ritter ha un gran seguito, ma lo si può ascoltare su SoundCloud.

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