Tag Archives: Damien Rice

A spasso, come i lupi sul Gran Sasso (Il luna park del giornalista musicale – ep. 3)

Oltre la metà settimana. E mi sento a spasso come un lupo sul Gran Sasso, alla ricerca di un nesso tra la felicità e l’espresso (vado sui 7-8 al giorno, quindi sono molto felice, deduco).

Appunti sparsi delle ultime 48 ore:

  • Io nella vita vorrei intervistare gente come Rufus Wainwright: fa bella musica, simpatico, generoso, e dice sempre cose interessanti. 
  • Io a Sanremo vorrei vedere e intervistare gente come i Perturbazione : fanno bella musica, Pop con la P maiuscola. E sono simpatici, generosi e si divertono a suonare sempre e (vedere il Live@Rockol quasi improvvisato in un bar)
  • In sala stampa vorrei vedere più gente come Zibba, che ha improvvisato un miniconcerto sul palco dove i divi si fan fare le foto.
  • 20140221-133735.jpgI giornalisti che parlottavano in sala stampa durante l’esibizione di Damien Rice sono senza cuore. Io ne sono uscito distrutto, avevo i lacrimoni.
  • Inizio del programma mercoledì: ore 20:53. Prima canzone in gara alle 21.09 (16 minuti). 33,95% di share
  • Inizio del programma giovedì: 20:53. Prima canzone in gara alle 21.14,  (20 minuti, di 7 di riassunto delle canzoni e codici ).  34. 93 di share
  • Far cantare i giovani alle 0.20 (martedì) o alle 0.29 (mercoledì). Meglio mandarli ad un talent?
  • L’eta media dei giovani: 29,5 anni (ce ne sono 3 tra i 35 e 36 anni – il limite da regolamento)
  • “La mia generazione a spasso. Come lupi sul Gran Sasso” (Filippo Graziani – vedi sotto).
  • Poi, ad un certo punto, ogni anno mi innamoro di una canzone in gara, all’improvviso. Mi è capitato con “Senza di te” di Zibba: uno che suona da tempo, e si sente (il live che ho girato con loro in albergo è stato bellissimo, emozionante: lo pubblico doamani)
  • No Selfie Control, tra i giornalisti e addetti ai lavori: ogni occasione è buona per autoscattarsi una foto con qualcuno.
  • Il selfie più gettonato in sala stampa è quello con Carletto, il camaleonte della pubblicità, presente in carne ed ossa (ehm) vicino al banchetto di Dash.
  • (No, non l’ho fatto)
  • Poi ti chiedi perché certi artisti non lavorano. Dicono di venire a Sanremo per la visibilità, poi scendono con un’ora di ritardo dalla camera d’albergo, con dirette radiofoniche ed interviste programmate. Alle 11, mica alle 7 e mezza. Senza neanche avere cantato la sera prima.
  • (No, non vi dico chi è)
  • “Franklin Hi-NRG” (da un comunicato stampa ufficiale del Festival)
  • “Sul palco dell’Ariston si lavano voci molto intonate” (didascalia sul sito della rai al video del flash mob: voci pulite? voci bianche)
  • “Arisa? Vincerà perché è un’icona gay antiberlusconiana” (titolo di un giornale, l’altro giorno)
  • Il peso del giornalismo musicale italiano finisce qui, in questi telecomandi qua in fondo (ora non votiamo più, tutto al pubblico ed alla giuria di qualità)

Commenti disabilitati su A spasso, come i lupi sul Gran Sasso (Il luna park del giornalista musicale – ep. 3)

Filed under Sanremo

Natale a Grafton Street

Xmas eve busking on Grafton Street: Bono, Glen Hansard, Declan O’Rourke, Liam O Maonlaí, Damien Rice & Friends

(Dublin, 24/12/2012)

Commenti disabilitati su Natale a Grafton Street

by | 25 dicembre 2011 · 9:28 pm

E’ bravo, ma non si applica: che fine ha fatto Damien Rice?

Il suo ultimo disco, “9” è di cinque anni fa.  Il suo unico altro disco, “O”, è del 2002. Damien Rice ha un talento enorme. Probabilmente è il miglior cantautore uscito nell’ultimo decennio. Ma quel dubbio, quel “probabilmente” non ci sarebbe neanche se avesse pubblicato un po’ di più, se avesse avuto un po’ di continuità. Per lui vale quella frase che le maestre o lo professoresse dicono ai genitori al ricevimento:”Se solo si impegnasse di più…”.

Si dice che non si sia mai ripreso dalla rottura con la sua metà musicale e di vita, Lisa Hannigan (che ha inciso un disco, e ne sta incidendo un altro niente meno con Joe Henry). Qualche tempo fa aveva annunciato che il suo nuovo disco sarebbe nato in un viaggio di 10 giorni, una canzone al giorno, ma non se ne è fatto niente. Ogni tanto la sua “vecchia musica” riaffiora nelle serie TV.

Ma Damien continua a fare musica nuova, anche se in maniera irregolare… Ogni tanto fa qualche concerto, ogni tanto viene avvistato ai concerti altrui, dove presenta nuove canzoni (l’ultima è questa, “Wild and free”: la si può vedere/sentire questo video, dove Damien è trasandato come al solito, ma anche molto ingrassato).

Ma al di là delle registrazioni amatoriali, Damien ha sparso un po’ di canzoni ufficiali qua e là, negli ultimi tempi. Proviamo a fare un po’ d’ordine.

1)L’uscita più recente è di qualche giorno fa: “En t’attendant”, il disco di Melanie Laurent, l’attrice di “Inglorious basterds”. Damien ha prodotto 5 brani e canta in due, uno più bello dell’altro. (A proposito: domenica il Corriere ha intervistato la Laurent, ma del disco neanche una parola. Ma le attrici cantanti non facevano notizia, una volta?)

2)”The connoseiur of grand excuses”, pezzo uscito alla fine dell’anno scorso su una compilation benefica per il disastro nel golfo del messico:

3) “Under the Tongue”, canzone incisa per un documentario della PBS sulla musica irlandese:

4)Nel 2007 ha pubblicato anche una cover di Creep, che suona(va) spesso dal vivo. Non è una canzone nuova, ma la riporto perché mi sono innamorato della sua musica sentendogli cantare questa canzone ad un concerto nel 2003:

5) “Look at me”,  incisa per una compilation argentina di canzoni i cui testi sono stati scritti da bambini e interpretati da cantanti adulti:

6)”What If I’m wrong”, canzone incisa per un documentario sul Tibet. Si trova solo in una versione live, eseguita alla prima del film a Santa Barbara

7)E ci sono molte apparizioni dal vivo, con canzoni nuove riprese in video amatoriali… Questohttp://www.youtube.com/user/damiensongs è un punto di partenza per recuperarne alcune.

Insomma, dai, Damien, fai il bravo scolaro. Applicati e vedrai che sarai il primo della classe degli anni zero. Ammesso che tu ne abbia voglia…

Commenti disabilitati su E’ bravo, ma non si applica: che fine ha fatto Damien Rice?

Filed under Nuova musica

My Morning Jacket appreciation society

Se sei fortunato e se sei appassionato di musica, qualche volta nella tua vita di ascoltatore ti capita di andare ad un concerto, ascoltare un artista che non conoscevi e capire in un istante che lo amerai per sempre.

A me è capitato qualche volta. Per esempio,  con un ancora sconosciuto Damien Rice, ad un concerto al Rainbow di Milano nel novembre 2003, dove andai quasi per caso invitato dalla casa discografica, che aveva pubblicato in sordina “O”. Una cover di “Creep” (si, una cover: non c’è nulla di male, sai Vasco?) che mi fa venire i brividi al ricordo. E poi le sue canzoni, un’intensità che ho visto poche volte.

E, soprattutto, mi è capitato nel settembre 2006, con i My Morning Jacket, che aprivano per i Pearl Jam. Li vidi a Milano, e a colpirmi fu “One Big Holiday”, con quell’arpeggio che dura quasi un minuto, e poi esplode con potenza, con loro che fanno headbanging senza essere una band di heavy metal…. Amore a prima vista: me lo ricordo come se fosse ieri. Poche altre band sanno coniugare la tradizione rock classica con la voglia di sperimentare come i MMJ.

Ne parlo adesso, perché tra poco – a fine maggio – uscirà il nuovo disco, “Circuital” (qua si può ascoltare la title-track, una delle cose migliori del disco). E, nell’attesa, consiglio di andare a riscoprire tutto quello che han fatto, magari partendo da “Okonokos”, il live uscito qualche anno fa, che li rappresenta al meglio.

I MMJ sono una delle migliori band live che vi possa capitare di vedere (anche se dalle nostre parti sono passati pochissimo: a memoria, solo con i Pearl Jam). E, sì, su disco rendono  di meno che sul palco (anche se “Z”, il loro album del 2005, è un mezzo capolavoro; anzi intero). E sì, Jim James ha una voce particolare. Però avercene di band come queste, che se ne inventano sempre di nuove. Vorrei fondare una “MMJ: appreciation society”. Anzi, ci hanno già pensato loro: assomiglia ad un fan club, si chiama “Roll Call”. E oltre alle solite cose tipiche del fan club (prevendite dei biglietti etc), promette musica inedita sotto l’etichetta “self hypnosis”. Il modo in cui i MMJ spiegano l’iniziativa dice molto dello spirito che anima la band:

The Self-Hypnosis Series will begin an exploration into the core of each individual heart, mind, body, and soul that joins the Roll Call fan club. Based on a desire to help each individual fan reach a state of emotional bliss, a new algorithm was recently developed at Removador HQ. It can sense listeners temperature and emotional climate at the time of listening-thru any listening device, be it speakers or headphones, and cater a listening experience truly unique for each listener. MMJ will carefully handcraft and carve pieces of music that will provide a vehicle for the listener to enter a new gateway of self exploration and understanding based on their current state of mind at the time of each listen. The Self-Hypnosis Series will start with a piece entitled “Octoplasm” which will be available via download immediately upon joining Roll Call. New titles in the Self-Hypnosis series will appear randomly, or on a strict schedule and will be available only to Roll Call members. We hope you are to enjoy!”

Commenti disabilitati su My Morning Jacket appreciation society

Filed under Concerti, Nuova musica

Ma fare un disco nuovo no, eh?

Damien Rice ha scritto e prodotto 5 canzoni di questa cantante.

Commenti disabilitati su Ma fare un disco nuovo no, eh?

by | 25 febbraio 2011 · 12:18 pm