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La musica che gira intorno (dal 2009 ad oggi)

La FIMI, la Federazione Industria Musicale Italiana, oggi ha annunciato che finalmente la classifica di vendita degli album includerà anche le vendite in digitale: meglio tardi che mai.

C’è un’altra cosa interessante che la FIMI fa, da qualche tempo a questa parte: pubblicare le certificazioni dei dati di vendita complessivi dei dischi e delle canzoni, a partire dal gennaio 2009. Non i dati di vendita dei singoli dischi, ma il fatto che siano dischi d’oro, platino, etc. Insomma, che abbiamo superato una certa soglia.

Ne abbiamo già parlato qualche tempo fa: nel settembre 2009 venne pubblicata la prima lista delle certificazioni. Quella lista da qualche tempo viene aggiornata ogni settimana, con gli stessi meccanismi: i dischi di diamante (oltre 300.000 copie) adesso sono 5 (un anno fa c’era solo Renato Zero), 26 multiplatino (oltre 120.000 copie), 53 platino (60.000 copie) e 114 ori (30.000). Qua sotto trovate l’elenco dei 5 album Diamante e dei Multiplatino (a questi 25 va aggiunta anche Noemi, che non sono riuscito a incollare nell’immagine).

Sotto trovate una parte dell’altra lista di certificazioni che la FIMI compila, quella dei Download delle singole canzoni. In questo caso ho riportato solo i Multiplatino (più di 60.000 download). Le altre certificazioni sono Platino (+ di 30.000) e Oro (Più di 15.000 unità. Entrambi le cassifiche partono da gennaio 2009 e sono aggiornate alla 39° settimane del 2011.  Potete trovare le liste complete a questo indirizzo.

Vale la pena darci un’occhiata, perché si vedono cose impensabili. Le prime 5 posizioni non stupiscono, Ma stupisce  la presenza tra i dischi d’oro di una raccolta di Julio Iglesias del 1991 (“Da Manuela a Pensami”), per fare un esempio. O il fatto che  “My life in the bush of ghosts”, che il mio amico Paolo Madeddu rinviene settimanalmente da mesi nella sua The Classifica su Macchianera, non è neanche disco d’oro.  O che ci sono solo due dischi stranieri nelle prime 20 posizioni degli album (Michael Jackson, 8° e gli U2, 15° – Lady Gaga è 21°), mentre nelle canzoni gli stranieri vanno meglio (anche se il secondo brano estero più scaricato è “Danza Kuduro”, dopo “Bad Romance”). O che la canzone più scaricata dei R.E.M. dal 2009 è, indovinate un po’, “Losing my religion” (datata 1991).

Potrei andare avanti all’infinito con questi dettagli che sembrano quasi aneddotti più che dati: è la musica che gira intorno nei canali di vendita tradizionali. Perché poi c’è tutta un’altra musica che in queste classifiche non si vede: è quella che gira sulle radio, sui social network e in generale in rete. Ma questa è un’altra storia.

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Il grado Zero della musica

La FIMI ha pubblicato la lista dei dischi più venduti dall’inizio 2009 ad oggi. Un solo diamante (oltre 300.000 copie), 18 multiplatino (oltre 120.000 copie), 29 platino (60.000 copie) e 46 ori (30.000). Qua sotto c’è l’elenco completo. Leggete, fatevi un’idea e traete voi le conclusioni…

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Né di venere né di marte…

Un piccolo grande cambiamento è avvenuto sottotraccia nella musica, in Italia: i dischi ora non escono più nei negozi il venerdì, ma  il martedì. Quattro giorni dopo (o tre giorni prima, in alcuni casi)

Almeno per i dischi internazionali, l’uscita il venerdì era un vantaggio che l’italia condivideva con la Germania. In Inghilterra e America i dischi escono rispettivamente il lunedì e il martedì. Quindi noi mettevamo le mani su album e CD con qualche giorno d’anticipo sugli anglosassoni. Poi è arrivata la rete, e questo ha cambiato un po’ le cose: perché significava la certezza che il disco – se già non aveva subito un “leak” nelle settimane precedenti – venisse piratato con qualche giorno d’anticipo sulla data di uscita internazionale.

Il mio collega Alfredo Marziano ne ha parlato con i responsabili italiani delle major, e tutti affermano che non ha a che vedere con l’allineamento alle uscite internazionali. Piuttosto, si tratta di un allineamento con il periodo di rilevamento delle classifiche. Fino allo scorso dicembre, la Nielsen (per conto della FIMI) stilava le classifiche rilevando le vendite dal venerdì al giovedì. I dischi venivano messi nei negozi il venerdì per sfruttare sette giorni: avere un buon risultato di classifica nella prima settimana è cruciale, sia in termini di marketing e immagine, sia in termini di distribuzione (alcuni rivenditori, come gli autogrill, vendono solo dischi che sono già in classifica).

Poi, a gennaio, la FIMI ha cambiato partner, e ora le classifiche vengono rilevate da lunedì a domenica. Ma il lunedì molti negozi sono chiusi, quindi i dischi vengono mandati ai negozi i martedì.

Peraltro, l’8o% delle vendite dei dischi avviene nel week-end. I negozianti  – il mio collega ha parlato con quelli della FNAC – si dicono contenti dello spostamento, perché hanno più tempo per preparare gli stock per quel momento, evitando rischi di perdere un giorno cruciale di vendite per cause di forza maggiore o motivi imprevisti.

Le classifiche della FIMI sono rese pubbliche sul sito dell’associazione. Da un mesetto, la FIMI ha diffuso anche un’applicazione facebook.

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