Tag Archives: Glen Hansard

Drive All Night

Leggo che Glen Hansard pubblicherà un 12″  di “Drive all night”, la sua cover di Springsteen. Nella versione cantata con Eddie Vedder.

(se mi conoscete, potete immaginare la mia faccia, ora) (se no, è quella di un bambino a cui hanno appena detto che il natale arriva prima)

Fanatismi a parte, secondo me, è una delle più belle cover degli ultimi anni. Non perché è di Springsteen (vabbé, anche). Non perché la canta Hansard (vabbé, anche) con Eddie Vedder (vabbé, anche).

Ma perché è una canzone apparentemente banale (“Guiderò tutta la notte per comprarti delle scarpe”…. eh? Oppure quel “Tu hai il mio amore, cuore e anima” ripetuto ad libitum), che si regge su un’interpretazione incredibile. Probabilmente solo quei tre lì, che hanno tra le voci migliori del rock, possono reggere quella canzone. E Glen Hansard di quella canzone ha fatto una versione soul da brividi. Tutto quello che una vera cover deve esser, insomma.

Arriva il 26 novembre, solo in vinile e ci saranno altre tre canzoni nuove di Hansard.

(Bello!) (No, dai, a me interessa solo QUELLA canzone, cantata da QUEI due) (anche nella versione cantata con Springsteen, però…) (ok, dillo che la versione che ti piace di più è questa qua sotto, perché l‘hai girata tu qualche anno fa, e ogni scusa è buona per condividerla) (Lo ammetto)

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Take me out, tonight

Nell’ultima settimana ho visto tre concerti. Potevano essere tre concerti dell’anno. Uno solo lo è stato.

Lunedì scorso Johnny Marr con i National – l’ordine in cui li ho messi non è casuale. Johnny suona la chitarra con stile e ha trovato la sua voce canta dignitosamente le canzoni degli Smiths. I National hanno un gran suono, pure dal vivo. Ma han poca presenza scenica, soprattutto Matt Berninger – come diceva mia cognata, sembra un tecnico del computer (con tutto il rispetto per). Provate a vederli con gli occhi di qualcuno che è meno dentro di noi alla musica e non potrete darle torto: bella voce, ma lui è proprio un po’ anonimo

Poi ci sono stati i Black Crowes, mercoledì 3 all’Alcatraz. Epici: carisma e suono. Una fenomenale versione di “Wiser time”, che è ormai una delle mie canzoni preferite di sempre. Lo racconto meglio qua, il secondo concerto internazionale dell’anno. (Indovina il primo…)

Infine Glen Hansard. Il concerto di qualche mese fa al Limelight era stato epico, quello sì uno dei migliori dell’anno. Sabato è tornato al Carroponte. Poca gente, in verità: 200 persone su un palco laterale. E un concerto che non mi ha lasciato per niente il segno come tutti i suoi altri che ho visto.

Dal vivo è sempre bravo, intenso e generoso come pochi – ho una venerazione per lui, per il suo modo di fare fuori e sopra il palco.  Scaletta sempre più incentrata sulla sua “svolta soul”, che funziona ed è divertente quando fa le cover  – come qua sotto, un piccolo frammento di “Respect” messo in coda ad una sua canzone. Ma il suo repertorio recente mostra le corde: un po’ ripetitivo e vanmorrisoniano, la band (i suoi Frames) sommersa da archi e fiati.

Insomma, rivoglio i Frames – non come band di accompagnamento come ieri. Vorrei rivedere Glen con le chitarre elettriche,  la band di canzoni come “People get ready” e “Fitzcarraldo” – non a caso le migliori di ieri sera secondo me.

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#NowListening (12)


La rubrichetta estemporanea di micro recensioni e cose ascoltate da queste parti torna dopo una giustificata assenza.

La solfa è la solita: musica alternativa oltre a quella di cui parlo di solito qua. E ce n’è tanta, di roba buona in giro in questo periodo…

Josh Ritter – “The beast in its tracks”

Su NPR c’è in streaming il disco intero di Josh Ritter, che esce il 5 marzo. Per me è il miglior cantautore classico di questa generazione e un primo ascolto lo conferma. “Joy to you baby” (scritta dopo il divorzio, cercando di venire a patti con la separazione) mi commuove.

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Mark Kozelek – Like Rats

Kozelek è inarrestabile, pubblica dischi a raffica, da solo o con i Sun Kil Moon. Ad Aprile esce un disco collaborazione con Album Leaf, poi c’è un “Live in Melbourne”. E questo “Like rats”, un disco di stralunate cover come solo lui sa fare. Io lo preferisco con la chitarra elettrica che con quella spanish guita con cui indugia da tempo. Ma la cover di “I got you babe” vale un ascolto. Qua ho fatto una playlist con le cover più strambe della sua carriera

10.000 Maniacs – Music from the motion picture

Sì, quei 10.000 Maniacs. Primo disco in 13 anni. Robert Buck, il chitarrista, è mancato nel 2000. Natalie Merchant fa la solista da 20 anni ma la la sua sostituta Mary Ramsey ha una voce (quasi) identica. Un tuffo nel passato: pop rock d’altri tempi.

Tyler Lyle – Expatriates

Altro cantautore classico, scoperto grazie a Fuel/Friends: Heater Browne, la titolare, ha un gran gusto nel pescare artisti di questo genere. Un Ep, ascoltabile e acquistabile su Bandcamp a 5$ che è un vero gioiello, e che non smetto di ascoltare. I 12 minuti di “Ithaca” sono una sorta di “Desolation row” contemporanea (hai detto niente).

Bobby Long – Wishbone

Ne avevo parlato tempo fa, dopo avere sentito il primo singolo “Devil moon”. Ora è uscito il disco (10$, sul sito), ed è anche meglio: ballate cantautorali su chitarre elettriche tese e affilate come coltelli. Gran disco, ne riparleremo con calma

E poi, in chiusura, se non l’avete ancora visto, una cosa di cui vado orgoglioso: la settimana scorsa è passato in redazione Glen Hansard e l’ho praticamente costretto a suonare “Wishlist” dei Pearl Jam.

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Natale a Grafton Street

Ogni Natale a Grafton Street. Ci si incontra questa gente qua, sicuro.

(Quest’anno c’erano anche Lisa Hannigan, Sinead O’Connor e Liam O’Maonlai)

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by | 24 dicembre 2012 · 11:24 pm

Natale a Grafton Street

Xmas eve busking on Grafton Street: Bono, Glen Hansard, Declan O’Rourke, Liam O Maonlaí, Damien Rice & Friends

(Dublin, 24/12/2012)

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by | 25 dicembre 2011 · 9:28 pm