Tag Archives: Mostly Other People Do The Killing

#NowListening (9)


Dopo la pausa natalizia, ecco la rubrichetta estemporanea di micro recensioni e cose ascoltate da queste parti, altri dischi oltre a quelli di cui si parla nello spazio canonico delle recensioni su Rockol.

(Il titolo è un link a spotify per ascoltare il disco, quando è disponibile. Qua una guida su come usare Spotify dall’Italia)


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James Maddock: Another Life

Di questo inglese trapiantato in America ho parlato parecchio nell’ultimo anno. Un po’ Springsteen, un po’ Rod Stewart, con grandi canzoni. Ha un nuovo disco in uscita a febbraio che si può finanziare tramite il sito di crowdfunding PledgeMusic – e ascoltare in streaming in anteprima. E’ un po’ più intimo e folkeggiante delle cose precedenti, e lui è davvero sempre bravo, se piace il genere.

Philip Glass Reworked

Una delle operazioni più fighette degli ultimi tempi. Prendi il compositore che ha rappresentato l’avanguardia minimalista newyorchese. Fallo remixare da Beck, Amon Tobin e altri nomi come si deve. E il risultato è esattamente quello ci si può immaginare. Fighettismo minimale elettronico di altissimo livello. C’è anche un’app per iPhone e iPad con belle visualizzazioni interattive delle singole tracce e la possibilità di remixare un po’ di musica: iperfighettismo multimediale. A dire la verità, ha un sacco di limiti: costa quanto il disco, che poi non si può ascoltere fuori dall’app. E l’interattività è limitata. Ma è gran un bel tentativo.

Toad The Wet Sprocket: 5 Live

Band iperminore californiana riformatasi qualche tempo fa, che ha il pregio di avere scritto una delle mie canzoni preferite di tutti i tempi, “Something’s always wrong”, gioellino di melodia remmiana, compreso anche in questo EP dal vivo che si può comprare su Bandcamp per pochi spiccioli. E “Something’s always wrong” si può scaricare gratis. Correre, se non l’avete mai sentita.

Low- Plays Nice Places

A marzo esce il loro nuovo album – che peraltro circola già in rete – prodotto da Jeff Tweedy. Nel frattempo sul si può scaricare gratuitamente questo bellissimo EP dal vivo che ha come ospite Benjamin Gibbard dei Death Cab For Cutie. Le loro ballate minimali dal vivo tolgono il fiato, in particolare “Sunflower”.

Mostly Other People Do The Killing – “The Coimbra Concert”

Questo album l’ho comprato per la copertina, che percula allegramente uno dei miei dischi preferiti di sempre, il “Koln Concert” di Keith Jarrett. Questo quartetto ha un dono raro nel jazz: l’ironia. Sono cattivi, dissacranti, come dovrebbe essere il jazz e come spesso non è. Mettono talmente tante cose nella loro musica che fanno venire il mal di testa. Usare con cautela.

Umphrey’s McGee – “Hall of fame – class of 2011”

Passano per “Jam band”, ma sono un po’ meno psichedelici dei soliti eredi dei Grateful Dead. In realtà, più che questo disco, il consiglio è di andare su livedownloads.com e scaricare un po’ delle cover/mashup che fanno dal vivo. Sono divertenti e suonate da dio, come quella che unisce “Another brick in the wall” a “Thriller” e quella qua sotto: “Life during exodus”, i Talking Heads mischiati con Bob Marley. Geniale.

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