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What do you expect from the musicians you work with? Foot Washing!

Scartabellando in rete ho trovato questa bella intervista a Prince fatta nei giorni scorsi via mail da un quotidiano australiano, il Melbourne Sunday Herald e riportata da questo sito (io l’ho scovata grazie a Gianni Santor0). Prince  spiega come gestisce i suoi concerti, le sue scalette, la sua band, con piglio da dittatore, con metodo scientifico – e con grandissima precisione.

Una lettura divertente (non solo perché anche nelle mail usa i vari “4” al posto di “for” e “2” al posto di “to” o perché piglia per i fondelli Robin Thicke – come dargli torto?) – ma anche utile per capire come funziona il concerto di un grande artista: dietro il carisma c’è sempre un grande lavoro.

How do you compose a set list for a show?
Prince: Good question, the set list selection is initially chosen by the length of time that has passed since we’ve last played a particular market. Then many other factors take hold: the size and average age of an audience; bigger, younger crowds like the party songs played immediately, so we generally comply. Hosting parties offstage in a private setting 4 larger crowds has trained us well in dancefloor management, if u will.
How many songs do you have on call (rehearsed and ready if you want to slot them into the show)?
Prince: Roughly 200-300 songs with variations 4 each of them. 4 example: based upon crowd response any song can b lengthened or shortened with a simple cue: Raspberry Beret’s second verse and bridge can b added if the audience sings louder than r lead singer. Also depending upon the diversity of the crowd we can quickly seque in 2 Cool, The Time’s theme song. An urban audience knows all the words to that song whereas folks from Helsinki… well, u get the picture.
How do you view your catalogue of B-sides, which to some fans are as important as your hits?
Prince: The concerts r tending 2 skew younger these days so once folks know they r on familiar ground, we can play some rarities. U don’t put kids in the deep water until u make sure they can swim.
How do you approach those classic super-high notes these days?
Prince: By hitting higher ones.
What are the three most important things on your tour rider, and why?
Prince: Riders r the least important thing on tour.
As a band leader, what do you expect from the musicians you work with?
Prince: 1. Foot washing 2. Locks of hair 3. Per diem.
You have said in interviews that you impose a basketball team type discipline on your band. What does that mean?
Prince: That they play 2 win. Otherwise they’ll b back-up dancing 4 Robin Thicke.
Live, what does the NPG give to your pre-NPG catalogue, especially the Revolution material?
Prince: Every band is different. Most Revolution concerts stuck 2 setlists. In contrast, all past and present lineups of the NPG r based upon a collective conscience. In other words, they play like eye would if in their position.
Britney Spears has done two world tours lip-syncing her show. Your thoughts?
Prince: Different strokes 4 different folks.
What do you think of 360 deals?
Prince: They r great… 4 me 2 poop on. :/
What do you think about the album in this iTunes culture (and the ability to buy single songs)?
Prince: It’s cool cuz we usually buy books by the chapter. When we rented Avatar, we watched 5 scenes every weekend til it was finished.
How has iTunes ruined or saved music
?
Prince: Personally not a fan of digital music. Happy 2 say we grew up with the record player. Altho this current generation experiences the world differently – neither better nor worse, just different. It’s not up 2 the past 2 dictate. That said, the decision 2 turn analog music in2 numerical data was not made by a musician. It was made by a music consumer. We all got dragged unwittingly 2 this well and r now paying the cost. When hipping a young artist 2 Joni Mitchell’s canon of work, we don’t direct them 2 iTunes. We sit them down and play the music chronologically. Finally, we would like 2 say how excited we all r 2 come back 2 Australia 2 show everybody what they’ve been missing all this time. Get ready 2 dance!

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La Telecaster leopardata di Prince – live in Milano

La prima sorpresa è all’entrata del Forum: alle 9 la platea è mezza vuota. Prince non viene in Italia da 8 anni ed era lecito aspettarsi un po’ di gente in più. Tempo che il concerto inizi, e la platea un po’ si riempie, ma rimangono larghi spazi vuoti: 8000 persone circa, diranno gli organizzatori.

Non sarà l’unica stranezza: alle 9 e mezza passate la band sale sul palco alla spicciolata e inizia a suonare, a luci accese. Poi arriva lui: di nero vestito, con una mantella e occhiali a specchio. Entra con la chitarra sul brano  strumentale che la band ha attacato, a cui segue un medley di classici (Sly & The Family Stone, Jackson 5). Sempre a luci accese. Sarà di cattivo umore, penso, memore di quel concerto di Dylan di qualche anno fa: innervosito da una sigaretta lanciata sul palco, tenne le luci puntate sul pubblico per tutta la serata, per dispetto.

Invece,  è semplicemente un modo diverso per iniziare la serata, per scardinare la struttura tradizionale del concerto. Per dire, a Nizza qualche mese fa, aveva aperto di botto con la canzone più famosa, “Purple rain”.

http://www.youtube.com/watch?v=Xfw5_dmyaTw

Dopo i primi due brani, si spengono le luci, e la festa comincia. Manca vistosamente Sheila E., annunciata alla vigilia e mai arrivata in Italia. Ma la band gira a mille, con un suono potente, pieno. E funk, tanto funk. Prince infila subito un paio di classiconi per scaldare la platea, tra cui “1999”. Seguita da un’altra strepitosa versione di “Little red corvette”, in cui Prince fa quello che gli riesce meglio, il dio della chitarra, con assoli scenografici e intensi, che ripeterà più tardi anche in una versione chilometrica ed emozionante di “Purple rain”, di cui potete vedere un pezzetto nel video sopra.

La differenza tra lui e Springsteen, mi viene in mente è tutta lì, in quella chitarra: quella del boss è una Telecaster vintage, quella di Prince è leopardata. Più tardi la getterà al pubblico, in un gesto tanto teatrale quanto un assolo.

In mezzo c’è tanta roba, anche un po’ sfrangiata e priva di forma: Prince concede spesso troppo spazio alle coriste, per esempio. O certe canzoni le acenna soltanto, come nel medley centrale: “Raspberry beret” è poco più che un riff  di chitarra, con la prima strofa che viene fatta cantare al pubblico. Poi si passa subito ad altro, in un flusso quasi ininterrotto di musica, spezzato solo dalle lunghe pause tra i bis.

Alla fine della serata, decide di non rispettare la scaletta, di fare un po’ come gli pare. Così dopo una “A love bizarre”, forse eseguita per compensare l’assenza di Sheila E., se ne va e si accendono le luci. Il pubblico inizia ad uscire dal Forum. Dopo un quarto d’ora, Prince decide di continuare a stupire, torna sul palco e suona altre canzoni, di nuovo a luci accese mentre la gente sta tornando dentro. Genio e sregolatezza, si potrebbe dire, se non fosse uno stereotipo trito e ritrito.

Volessi fare il pignolo, dovrei dire che è stato un concerto meno intenso e più freddo di quello che ho visto qualche mese fa a Nizza, con una scaletta meno compatta e con diversi momenti di stanca. Ma sarei ingeneroso, perché è stata una serata da ricordare: Prince è di un altro pianeta. Speriamo che non passino altri 8 anni prima di rivederlo in Italia.

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Celebrated Summer mixtape

Mixtape, playlist, consigli per l’ascolto o per gli acquisti. Chiamatela come volete: è semplicemente una lista di un po’ di buone canzoni da portarsi in vacanza: il titolo di ogni canzone è un linkato ad un video youtube per ascoltare/vedere.

Buona estate!

1. Prince, Little Red Corvette:

Per molti l’evento dell’estate è stato il concerto degli U2. Grande, per carità. Ma per me è stato  il concerto di Prince a Nizza. Una  canzone da riscoprire, nella versione lenta, come l’ha suonata in costa azzurra. Dopo il salto, c’è un fantastico video di quel concerto: 2 minuti di “Purple rain” (buttali via) e questa canzone per intero: spettacolare.

2. Prince & Tom Petty, While My Guitar Gently Weeps

Una chicca mai pubblicata ufficialmente, venne suonata qualche anno fa ad uno show TV come tributo allo scomparso George Harrison, assieme a Jeff Lynne (ELO) e al figlio Dhani. Guardatevi tutto il video, anche questo dopo il salto: Prince entra alla fine con la chitarra, e sembra quasi indispettito da Petty che ripete il refrain, così ogni volta alza il livello di spettacolarità dell’assolo per riprendersi la scena.

3. Husker Du, Makes No Sense At all

4. Replacements, Alex Chilton

Una delle letture consigliate per l’estate è “American Indie”, di Michael Azzerad (Arcana) un libro che racconta le storie delle band che hanno ridefinito il rock americano negli anni ’80; tra queste le due glorie di Minneapolis, che non è solo la città di Prince, ma quella di  Husker Du e Replacements.

5. Mark Kozelek, Celebrated Summer

Ecco una bella cover degli Husker Du, fatta da uno che solitamente prende le canzoni più improbabili e le snatura, le rende eteree: “Celebrated summer” la potete scaricare  anche da Take The Song And Run. Kozelek è da ascoltare a prescindere, nelle sue varie incarnazioni: Red House Painters, solista, Sun Kil Moon, di cui è appena uscito il nuovo album “Admiral fell promises”.

6. Marc Cohn, The Letter

Quest’anno se n’è andato proprio quell’Alex Chilton che cantavano i Replacements, padre del power-pop con i Big Star… “The Letter” è la sua canzone più famosa, incisa con i Box Tops, poi ripresa da Joe Cocker. Marc Cohn – quello di “Walking in Memphis” – la riprende in “Listening booth”, disco di cover appena uscito. Un po’ troppo soft-rock rispetto alle sue cose solite, ma ha sempre una gran voce e questa è una gran canzone.

7. Band Of Horses, Laredo

Poche palle, la canzone più bella degli ultimi mesi, tra Neil Young, R.E.M. e rock indipendente. I Pearl Jam hanno fatto bene a portarseli appresso in tour, ma stanno già camminando con le loro gambe, eccome.

8. My Morning Jacket, One Big Holiday

I Band Of Horses  ricordano molto anche i MMJ: ecco una loro canzone dal titolo a tema estivo, che sentiì per la prima volta in apertura di un concerto dei Pearl Jam, a Milano nel 2006: una delle performance live più intense a cui abbia assisitito negli ultimi anni. Da ascoltre nella versione live pubblicata su “Okonokos”.

9. Gaslight Anthem, The Queen of Lower Chelsea

L’anima tradizionalista del rock indipendente è un’altra band devastante dal vivo, IL rock americano in questo momento. Sono a Brescia il 18 agosto.

10. Arcade Fire, Suburban War

Il nuovo disco, “The suburbs”, non fa i fuochi d’artificio come “Neon bible”, ma è un disco comunque più maturo. Un altro gioiello della band che meglio unice l’epicità  del rock americano classico lo spirito “art” dell’indie contemporaneo.

11. National, Afraid Of Everyone

Assieme agli Arcade Fire, uno dei concerti più attesi rientro dalle vacanze: per i primi basta aspettare fino al 2 settembre, per i National bisogna attendere fino a novembre.

12. Tired Pony, Dead American Writers

Un gran bel disco, e non solo perché di mezzo c’è quella vecchia volpe di Peter Buck dei R.E.M….

13. The Coral, Roving Jewel

Se ne parla molto, di questo nuovo disco dei Coral, “Butterfly house”. Alla lunga lo trovo molto, troppo british, soprattutto nel cantanto. Siamo al limite del plagio dei Byrds, ma fatto bene…

14. Calexico, All Systems Red

Joey Burns e soci regalano un disco dal vivo in MP3. Cosa aspettate?

15. Los Lobos, Burn It Down

Trovate voi un gruppo che riesca a rimanere nella stessa formazione da 35 e passa anni e che produca ancora dischi del livello di “Tin can trust”, appena uscito.

16. Black Crowes, Wiser Time

Se ne vanno in pausa per un po’, ma prima regalano un gioiello, “Croweology” un doppio CD acustico con le loro miglior canzoni rivisitate. Qua ci sono 9 minuti di pura poesia

17. Ray LaMontagne, RepoMan

Ha in uscita un nuovo album, “God willin & the creek don’t rise”: un altro piccolo gioiello di folk rock, cantato con una voce calda come una giornata in campagna al sole.

18.John Mellencamp, Save some time to dream

In un impeto di luddismo, il nuovo disco “No better than this” lo ha inciso in vecchie stanze storiche e polverose con strumentazione d’annata. Suona polveroso, vecchio, ma cazzo se suona bene…

19. Tom Petty, Don’t Pull Me Over

Che ci si può fare se alcuni dei dischi migliori degli ultimi tempi sono stati incisi tra cantanti over 50-round 60? Vedi alla voce Tom Petty, che in “Mojo” trova il tempo di divertirsi pure con il reggae.

20. Sheryl Crow, Summer Day

A me Sheryl Crow sembra sempre indecisa tra il fare la Jennifer Lopez del rock e fare musica sul serio. Il nuovo disco è dedicato alla Stax Records e ha dei buoni momenti. Canzone estiva per chiudere, diciamo.

http://www.youtube.com/watch?v=xHfj_immLwA

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Sometimes it rains purple in july

Come fai a non perdonare qualsiasi cosa a Prince? Quest’uomo può fare dischi trascurabili, tour organizzati in maniera discutibile, farti aspettare per ore… e poi sale sul palco, e dimentichi tutto.

La data a Nizza è l’ultima di un tour europeo quantomeno singolare, come ogni cosa che ha a che fare con lui.  Per dire, la data precedente, a Vienna, si è svolta 12 giorni prima. In mezzo ce n’era un’altra a Ginevra – annullata – e qualche apparizione a sorpresa nei  club. L’occasione è la pubblicazione di “20ten”, disco dato in regalo  in allegato a diversi quotidiani e magazine del vecchio continente.

Lo spazio scelto per il concerto è, anche quello, abbastanza singolare. Il Nikaia è un complesso alle porte di Nizza, vicino all’aeroporto, che comprende uno stadio e un palazzetto. Il palco è montato all’interno del palazzetto, ma rivolto verso l’esterno, grazie ad una enorme porta scorrevole che lo proietta nel cortile antistante, dove è radunato il pubblico e dove sono state montate delle piccole tribune. Il tutto con non più di 5.000 persone (causa del costo dei biglietti? Si parte da un minimo di 65 euro per arrivare fino a 125).

E appena entrati iniziano le sorprese: gli altoparlanti diffondono musica di Prince. In anni di onorata carriera ai concerti non mi era mai successo di vedere un artista che mette la sua musica prima dell’esibizione. E la seconda sorpresa è che la musica – il nuovo disco, “20ten” – va in loop per tre volte e passa, perché il concerto inizierà con quasi un’ora e mezzo di ritardo. All’ennesimo “shabadabada” di “Future soul song” avresti voglia di salire sul palco e dire ai roadie – che procedono lentamente, con calma, portando un oggetto alla volta – di darsi una mossa, per piacere, solo perché non ne puoi più di quella musica in diffusione. Non un cenno da parte dell’organizzazione – pessima, davvero – per dire cosa stava succedendo, e pochi mugugni da parte del pubblico che aspetta inerte, rumoreggiando solo raramente. Solo ad un certo punto un tipo dell’organizzazione prende il microfono per annunciare che Prince farà un aftershow a Cannes. Poi la musica riparte per un’altra mezz’ora.

Finalmente, quando il cielo è già buio, si abbassano anche le luci. Parte un intro di piano, e dopo due note riconosci il giro: “Purple rain”, messa così, in apertura. L’intro è lunga, Prince arriva dopo un paio di minuti abbondanti, accolto da un boato: di bianco vestito, con la copertina dell’ultimo disco stampata sulla maglietta. Magrissimo, sembra un ragazzino, anche in viso, che è liscio come il culetto di un bambino (merito del cerone o del botox?). Si piazza di fronte al microfono, con la Telecaster leopardata a tracolla e inizia a cantare.

http://www.youtube.com/watch?v=oHlefQ91rCc

E’ a quel punto che gli perdoni qualsiasi cosa: l’attesa, i chilometri, il non avere mangiato nulla perché non c’era un posto che non vendesse solo hot dog freddi; gli perdoni persino la sua idiosincrasia verso internet, che si manifesta in zelanti personaggi della sicurezza che girano a strappare il telefonino di mano a chiunque cerchi di fare una foto o un video.

Dopo avere sentito “Purple rain”, uno potrebbe anche andare a casa. Invece il bello è appena cominciato. Lo schema sarà quasi sempre quello: canzoni tra soul, funky e rock. Ogni tanto la struttura delle canzoni sembra una scusa  per i suoi virtuosismi alla chitarra, che non sono mai fine a se stessi, però. La scaletta sarà bellissima, con una partenza al fulmicotone con “Let’s go crazy” e “1999” e – per fortuna – poco spazio alle ultime cose. La band di 8 elementi sta a debita distanza e lui da solo riempie un palco enorme, con le sue smorfie, con le sue gesta, con il suo modo di ballare che ti fa capire perché le donne lo trovino così sexy. L’unica che ha il permesso di avvicinarsi – chiamalo scemo – è una ballerina, che gli danza attorno, ogni tanto. L’ennesima gnocca che gli gira attorno in 30 e passa annu di carriera, per dirla in termini scientifici.

Anche la produzione è minima: qualche drappo viola, uno schermo alle spalle, che rimanda immagini del concerto, sovrapposte ad animazioni grafiche retrò (ed un po’ kitsch), ma tant’è. La band, per quanto invisibile, gira a mille, con un mix di rock e funky che sembra un viaggio nel tempo in qualche club degli anni ’70. Quando i musicisti diventano troppo visibili, però, il concerto scende di tono, come quando Prince cede il palco ad una sua corista e poi duetta con lei su “Nothing compares 2 U”, mangiandosela in un boccone ad ogni strofa.

Qualche pausa di troppo nell’ultima parte dello show – un paio di lunghi intermezzi con il suono di un temporale, con Prince che esce di scena– fanno perdere un po’ di tensione. Ma anche qua gli si perdona tutto: quando rientra, di nero vestito, piazza come se nulla fosse una versione lenta di “Little red corvette” e un medley funk con cover d’epoca (come “Everyday people” di Sly & The Family Stone).

Dopo due ore e poco più è tutto finito, o quasi. Chissa cosa è successo a Cannes, chissà se Prince ha fatto come a Parigi, dove qualche sera prima si è presentato al New Morning e ha suonato fino alle sei di mattina. Il fatto è che quest’uomo, con una chitarra, può veramente fare quello che vuole. Se solo ne ha voglia, è ovvio.

Setlist:

1 Purple Rain

2 Let’s go crazy/delirious/Let’s go crazy

3 1999

4 Shhh

5 Cream

6 Musicology

7 A Love Bizarre

8 Controversy

9 Angel

10 Nothing compares 2 U

11 Take me With U

12 Guitar

Encore1

13 Little red Corvette

14 Kiss

Encore 2

15 Moutains / Shake your Body

16 Everyday People

17 I wanna take you Higher

encore 3

18 4ever in my Life

19 When will we b paid ?

20 Dreamer

21 Disco heat

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