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Canzoni per Slim

E così son tornati da poco i Replacements. Da veri outsider, han consumato la loro reunion dal vivo la domenica sera in cui Miley Cyrus si dava al twerking in diretta su MTV . Facevan tenerezza, quegli sparuti tweet dedicati ai Replacements in mezzo ad un sacco di gente che si chiedeva “Che diavolo è il twerking?”…. Pochi appassionati che celebravano il ritorno di una delle band più importanti del rock americano degli anni ’80.

C’è un motivo se la band si è riunita. Slim Dunlap – chitarrista dell’ultima fase della band prima dello scioglimento- ha avuto un’emorragia celebrale nel 2012. Paul Westerberg, il cantante-autore-leader, ha riunito quel che rimaneva del gruppo, ovvero solo il bassista Tommy Stinson – che nel frattempo ha suonato nei Guns ‘n’ Roses. La band ha inciso un EP di cover: la versione in vinile è stata messa all’asta ed ha raccolto 100.000 dollari per le cure di Slim.

Da allora, ogni mese, amici di Slim incidono le sue canzoni post-Replacements. I 7″ vengono poi messi all’asta. Oggi comincia quella dell’ultimo della serie, uno “split” tra Jeff Tweedy e i Lucero. Finita l’asta, le canzoni vengono messe in vendita e in streaming – le ho raccolte qua sotto, su Spotify. C’è Frank Black, c’è Craig Finn degli Hold Steady, c’è Jakob Dylan. Le mie preferite sono quelle di Victoria Williams e soprattutto quella di Joe Henry – classe da vendere.

Ascoltate e poi comprate (su iTunes) : sono progetti che fanno bene alla musica, per la qualità delle canzoni, e per lo scopo.

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#NowListening (13): dischi da Spotify e ritorni inaspettati


La rubrichetta estemporanea di micro recensioni e cose ascoltate in giro,
oltre a quella di cui parlo di solito qua.

Al solito, i titoli sono link a spotify (o ad altre forme di streaming). Sempre su Spotify c’è una playlist a cui ci si può iscrivere, con il meglio ella musica segnalata nella rubrichetta.

Black Crowes – Wiser For The Time

Esiste la categoria “Dischi da Spotify”? Quelli che non vale la pena comprare e neanche scaricare, ma avere a portata di streaming? Eccone uno. Avevano detto che si sarebbero presi una pausa a tempo indeterminato, e dopo due anni son di nuovo qua. Per fortuna. E tornano con un album live, l’ennesimo, metà elettrico e metà acustico. Nulla toglie e nulla aggiunge, anzi ci sono dei live migliori. Bella la cover di “Willin’ ” dei Little Feat, criminale l’assenza di “Wiser time”, la canzone più bella della band (che dà il titolo album, peraltro).

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Replacements – Songs for Slim

Un colpo al cuore, a vedere riformati i Replacements, per chi è cresciuto con il loro rock ‘n’ roll sghembo e viscerale. Vabbé, ci sono solo Paul Westerberg e Tommy Stinson, che hanno inciso un po’ di cover per Slim Dunlap, il loro chitarrista che non sta bene. “I’m not sayin'” da sola vale l’EP.

Hey Marseilles – The line we trace

Uno dei miei pusher più fidati di musica dice che è il disco dell’anno. Arrivano da Seattle, “The lines we trace” è il loro secondo disco a quattro anni dal precedente. Pop-rock orchestrato e mai banale, che a tratti ricorda Midlake e Decemberists. “Bright hearts burning” è una delle canzoni più belle che ho sentito quest’anno. Da ascoltare, assolutamente.

Widower – Fool Moon

Un altro cantautore classico, anche questo scoperto grazie a Fuel/Friends come Tyler Lyle di cui parlavo al giro precedente: un gioiello di album di canzoni delicate, arrangiate benissimo con begli intrecci tra chitarre acustiche ed elettriche. Si trova solo su Bandcamp (cliccate sul titolo)

Jack Jaselli – I need the sea because it teaches me

Un nuovo EP per questo bravo cantautore italiano di cui su Rockol si è parlato già più volte, ai tempi di “It’s gonna be rude, funky, hard”. Una manciata di canzoni acustiche registrare in una caverna di fronte al mare, tra cui una spettacolare cover di “Closer” dei Nine Inch Nails. La soavità con cui Jack canta “I want to fuck you like an animal” da sola vale il disco.

Viva Lion – The Green Dot

Strani casi della vita: ti arriva un comunicato stampa di un EP. Incuriosito, lo ascolti perché c’è una cover di una canzone che ha segnato la tua adolescenza. “Footlose” di Kenny Loggins, colonna sonora dell’omonimo film, qua splendidamente trasformata in una cupa canzone giocata su chitarre e campionamenti. Poi indaghi un po’ e scopri che dietro lo pseudonimo si cela una persona che conosci bene e che non senti da tempo: manco sapevi neanche che cantasse. Daniele Cardinale, romano, che ha inciso questo EP per la Cose Comuni, etichetta dei Velvet, che partecipano al disco. 5 belle canzoni cantate in inglese, un cantautorato dalle scelte sonore mai banali.

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Celebrated Summer mixtape

Mixtape, playlist, consigli per l’ascolto o per gli acquisti. Chiamatela come volete: è semplicemente una lista di un po’ di buone canzoni da portarsi in vacanza: il titolo di ogni canzone è un linkato ad un video youtube per ascoltare/vedere.

Buona estate!

1. Prince, Little Red Corvette:

Per molti l’evento dell’estate è stato il concerto degli U2. Grande, per carità. Ma per me è stato  il concerto di Prince a Nizza. Una  canzone da riscoprire, nella versione lenta, come l’ha suonata in costa azzurra. Dopo il salto, c’è un fantastico video di quel concerto: 2 minuti di “Purple rain” (buttali via) e questa canzone per intero: spettacolare.

2. Prince & Tom Petty, While My Guitar Gently Weeps

Una chicca mai pubblicata ufficialmente, venne suonata qualche anno fa ad uno show TV come tributo allo scomparso George Harrison, assieme a Jeff Lynne (ELO) e al figlio Dhani. Guardatevi tutto il video, anche questo dopo il salto: Prince entra alla fine con la chitarra, e sembra quasi indispettito da Petty che ripete il refrain, così ogni volta alza il livello di spettacolarità dell’assolo per riprendersi la scena.

3. Husker Du, Makes No Sense At all

4. Replacements, Alex Chilton

Una delle letture consigliate per l’estate è “American Indie”, di Michael Azzerad (Arcana) un libro che racconta le storie delle band che hanno ridefinito il rock americano negli anni ’80; tra queste le due glorie di Minneapolis, che non è solo la città di Prince, ma quella di  Husker Du e Replacements.

5. Mark Kozelek, Celebrated Summer

Ecco una bella cover degli Husker Du, fatta da uno che solitamente prende le canzoni più improbabili e le snatura, le rende eteree: “Celebrated summer” la potete scaricare  anche da Take The Song And Run. Kozelek è da ascoltare a prescindere, nelle sue varie incarnazioni: Red House Painters, solista, Sun Kil Moon, di cui è appena uscito il nuovo album “Admiral fell promises”.

6. Marc Cohn, The Letter

Quest’anno se n’è andato proprio quell’Alex Chilton che cantavano i Replacements, padre del power-pop con i Big Star… “The Letter” è la sua canzone più famosa, incisa con i Box Tops, poi ripresa da Joe Cocker. Marc Cohn – quello di “Walking in Memphis” – la riprende in “Listening booth”, disco di cover appena uscito. Un po’ troppo soft-rock rispetto alle sue cose solite, ma ha sempre una gran voce e questa è una gran canzone.

7. Band Of Horses, Laredo

Poche palle, la canzone più bella degli ultimi mesi, tra Neil Young, R.E.M. e rock indipendente. I Pearl Jam hanno fatto bene a portarseli appresso in tour, ma stanno già camminando con le loro gambe, eccome.

8. My Morning Jacket, One Big Holiday

I Band Of Horses  ricordano molto anche i MMJ: ecco una loro canzone dal titolo a tema estivo, che sentiì per la prima volta in apertura di un concerto dei Pearl Jam, a Milano nel 2006: una delle performance live più intense a cui abbia assisitito negli ultimi anni. Da ascoltre nella versione live pubblicata su “Okonokos”.

9. Gaslight Anthem, The Queen of Lower Chelsea

L’anima tradizionalista del rock indipendente è un’altra band devastante dal vivo, IL rock americano in questo momento. Sono a Brescia il 18 agosto.

10. Arcade Fire, Suburban War

Il nuovo disco, “The suburbs”, non fa i fuochi d’artificio come “Neon bible”, ma è un disco comunque più maturo. Un altro gioiello della band che meglio unice l’epicità  del rock americano classico lo spirito “art” dell’indie contemporaneo.

11. National, Afraid Of Everyone

Assieme agli Arcade Fire, uno dei concerti più attesi rientro dalle vacanze: per i primi basta aspettare fino al 2 settembre, per i National bisogna attendere fino a novembre.

12. Tired Pony, Dead American Writers

Un gran bel disco, e non solo perché di mezzo c’è quella vecchia volpe di Peter Buck dei R.E.M….

13. The Coral, Roving Jewel

Se ne parla molto, di questo nuovo disco dei Coral, “Butterfly house”. Alla lunga lo trovo molto, troppo british, soprattutto nel cantanto. Siamo al limite del plagio dei Byrds, ma fatto bene…

14. Calexico, All Systems Red

Joey Burns e soci regalano un disco dal vivo in MP3. Cosa aspettate?

15. Los Lobos, Burn It Down

Trovate voi un gruppo che riesca a rimanere nella stessa formazione da 35 e passa anni e che produca ancora dischi del livello di “Tin can trust”, appena uscito.

16. Black Crowes, Wiser Time

Se ne vanno in pausa per un po’, ma prima regalano un gioiello, “Croweology” un doppio CD acustico con le loro miglior canzoni rivisitate. Qua ci sono 9 minuti di pura poesia

17. Ray LaMontagne, RepoMan

Ha in uscita un nuovo album, “God willin & the creek don’t rise”: un altro piccolo gioiello di folk rock, cantato con una voce calda come una giornata in campagna al sole.

18.John Mellencamp, Save some time to dream

In un impeto di luddismo, il nuovo disco “No better than this” lo ha inciso in vecchie stanze storiche e polverose con strumentazione d’annata. Suona polveroso, vecchio, ma cazzo se suona bene…

19. Tom Petty, Don’t Pull Me Over

Che ci si può fare se alcuni dei dischi migliori degli ultimi tempi sono stati incisi tra cantanti over 50-round 60? Vedi alla voce Tom Petty, che in “Mojo” trova il tempo di divertirsi pure con il reggae.

20. Sheryl Crow, Summer Day

A me Sheryl Crow sembra sempre indecisa tra il fare la Jennifer Lopez del rock e fare musica sul serio. Il nuovo disco è dedicato alla Stax Records e ha dei buoni momenti. Canzone estiva per chiudere, diciamo.

http://www.youtube.com/watch?v=xHfj_immLwA

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