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Welcome to the jungle

Insomma, dopo tutte le polemiche, la cerimonia della Rock ‘n’ Roll Hall of Fame è stata noiosa, si legge tra le righe dell’articolo del New York Times. I Guns ‘n’ Roses si riformano. No, non si riformano. Forse sì, però. Ma Axl non vuole. Axl non viene ed è incazzato. Axl scrive una lettera e insulta tutti. Almeno lo avesse fatto durante la serata, di fronte alle telecamere…

In realtà, la R ‘n’R Hall of Fame è molto più che un baraccone di gossip e notizie fatte per attirare attenzione. E’ una macchina da soldi, ed arrivarci (ci vogliono 25 anni di carriera dal primo disco, e poi essere scelti da una giuria di 500 addetti ai lavori) vuol dire rilanciare una carriera, o farla decollare, con indotti da manicomio: lo racconta bene questo bellissimo articolo di qualche tempo fa del NYT, che spiega tutti i meccanisimi e i retroscena che si mettono in moto ogni anno. Le cerimonie in sé, poi, sono spettacoloni dove gli artisti suonano, cantano assieme, duettano come se non ci fosse un domani (ne han tratto dischi e DVD con performance davvero memorabili).

Un genere a parte di queste cerimonie sono gli “induction speech”, i discorsi in cui gli artisti ammessi nella Hall of Fame vengono presentati e celebrati da artisti più giovani, che sono loro debitori. E’ in uno degli speech di quest’anno che è venuta fuori una cosa bella, poche parole in grado di dare un senso alla serata.  Billie Joe Armstrong ha presentato i Guns ‘N’ Roses, che erano presenti tutti tranne Axl. E ha celebrato Slash, così

“The opening riff of ‘Welcome to the Jungle’ is a descending trip into the underworld of Los Angeles. Misfits, drug addicts, paranoia, sex, violence, love and anger in the cracks of Hollywood.”
“It was a breath of fresh air”.
Ora provate a riascoltarvi quella canzone (andate al 1° minuto di questo video) e ditemi se questa definizione non è bellissima.
http://www.youtube.com/watch?v=g_enNmzWn6Y

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Il teschio nell’armadio di Slash

Incontri uno come Slash, e pensi che abbia qualche scheletro nell’armadio di cui non voglia parlare. Pensi che sia una rockstar, bizzosa e suscettibile. Magari pensi che ti salterà addosso se solo gli nomini Axl Rose (come le proverbiali interviste telefoniche del suo ex collega nei Velvet Revolver Scott Weiland, che insultava o sbatteva giù la cornetta ad un accenno di domanda sbagliata).

Invece Slash è una dei musicisti più simpatici ed easy che mi sia capitato di incontrare. Lontano mille miglia dallo stereotipo della rockstar, se non fosse per il camerino dove ci ha accolto, in cui troneggiava la sua chitarra e un fantastico armadio portatile, pieno di vestiti di scena.

Ad un certo punto ha aperto un cassetto dell’armadio per cercare un pennarello, e non c’era uno scheletro, ma un teschio sì…

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