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Forma e sostanza (a proposito della sopravvalutazione odierna dei Radiohead)

Oggi tutti parlano dei Radiohead.  E tutti ne parlano bene. Ma siamo sicuri che non ci stiamo perdendo dietro più alla forma che alla sostanza?
Oggi è arrivato in rete “The king of limbs” e sui social network è tutto un lodare il gruppo e la sua ennesima rivoluzione. Così mi esercito anche io in qualche considerazione, dopo un primo ascolto del disco in una pausa di Sanremo, seduto su una panchina a godermi il primo raggio  di sole della settimana e la prima musica non festivaliera.
Bello è bello, questo disco. Ma non è nulla di nuovo. E’ meno dritto di “In rainbows”, con diverse cose simili alle cose simil-elettroniche alla “idioteque”. Ma la mia personale sensazione è che, quando si tratta dei Radiohead, ci si perda, abbagliati dai loro modi.
Musicalmente i Radiohead hanno “scavallato”: sono un gruppo che, come altri della stessa levatura, ha già raggiunto e superato il punto massimo della propria creatività, e oggi si “limita” a ripetere bene quello che ha già fatto, vivendo anche un po’ di rendita. Come i R.E.M., come Springsteen, come tanti altri.

Ogni mossa dei Radiohead, mi sembra, suscita isterismi di quelli che neanche i Take That dei tempo d’oro. “In rainbows” era un disco bello, onesto, nulla più. Ma diffuso con un’idea forte. Un’idea che non è un modello replicabile, tantomeno una rivoluzione, ma una modalità che andava benissimo per i Radiohead e forse per pochissimi altri; un’idea che capitalizzava la credibilità costruita in anni di duro lavoro.

“In rainbows”  è un disco di cui si è parlato più per la forma che per la sostanza. E così avverrà anche per “The king of limbs”, anche se parzialmente segna un’inversione rispetto a quel modello apparentemente rivoluzionario dell’offerta libera, che tanto ha fatto discutere. Il disco è stato annunciato a sorpresa dopo settimane di depistaggi, e messo in download in anticipo sulla data inizialmente comunicata. E questa volta si paga.
Insomma: i Radiohead sono stati dei geni della musica, oggi sono degli ottimi artigiani del genere che loro stessi hanno creato. Oggi, i Radiohead sono soprattutto dei geni della comunicazione. Sono il simbolo di quest’era, in cui passiamo più tempo a scaricare la musica e a cericarla sui nostri ammennicoli che ad ascoltarla, di questo tempo in cui ci occupiamo più della forma e delle scatole che delle sostanze e dei contenuti.

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