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Lezioni di trash (o di grottesco?)

E così, in questo periodo, arriva  la fine delle lezioni al Master in Comunicazione Musicale. La mia ultima lezione, da qualche anno, è dedicata ad un’attività semi-ludica di fine corso, dedicata ai videoclip “trash”: ogni studente sceglie un clip, la classe vota, si elegge il vincitore.

In realtà in gara finisce di tutto un po’, non solo trash. Che dovrebbe essere  l’imitazione mal riuscita  di un modello “alto” – in questo caso il videoclip “classico”, mainstream e ad alto budget.

Ma orma la rete è piena di video musicali fatti “per il LOL”, che imitano il trash, cercando volutamente la viralizzazione attraverso la risata, la ridicolizzazione estrema di se stessi. Il trash inconsapevole e senza ironia, in questo senso, è sempre più difficile da trovare. Si finisce più facilmente nel grottesco consapevole.

Insomma, l’impressione che ho avuto vedendo i video quest’anno è che sia difficile definire il trash videomusicale nell’epoca di YouTube.  E lo dico anche perché guarda caso, il vincitore è di quest’anno – come spesso è capitato negli anni passato è un video “LOL Rap”.

Ecco, il LOL Rap: da Truce Baldazzi a Spitty Cash… A farlo apposta, l’altro giorno, prima della lezione, ho visto questo bellissimo documentario girato da Andrea Girolami per Wired – che spiega il fenomeno del LOL Rap con molta attenzione, molto rispetto e senza giudicare. Noi, invece, vediamo questi video con l’atteggiamento: “guarda che sfigati”, ci sentiamo superiori… Forse è quello che vogliono questi rapper: concederci superiorità in cambio di attenzione. O forse no: un amico mi faceva notare il momento in cui Truce Baldazzi racconta in maniera disarmante di non riuscire a credere a chi gli fa i complimenti…

La lezione è che dietro a questi fenomeni, spesso, non c’è solo l’esibizionismo, l’imitazione mal riuscita e senza ironia, l’incapacità di fare una cosa bella. Il trash è molto di più di una risata. Però, se volete, cominciate con quella. Poi correte a vedere il documentario di Wired.

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Video trashed the music star

Da qualche anno, all’ultima lezione del Master che dirigo, facciamo una sorta di “contest” finale, dedicato ai videoclip più trash. E’ un modo ludico di chiudere le lezioni (un po’ come si faceva al liceo, quando con la compiacenza di un prof, si prendeva un’ora di assemblea e si portava da bere e da mangiare). E se proprio vogliamo trovargli una giustificazione, ha anche una valenza didattica: è un modo per vedere la degenerazione del formato videoclip. Un modo che YouTube rende evidente, sia andando a pescare nella memoria storica e dimenticata, sia nelle produzioni pseudo-amatoriali o provenienti da nicchie di mercato (la musica neo melodica, la musica da ballo, la musica che arriva dall’est europeo o dai paesi non occidentali).

Funziona così: ognuno sceglie il video più brutto e trash e privo di ironia che riesce a trovare. Lo si fa vedere alla classe e alla fine si elegge il campione.

Ogni anno riemerge qualche classicone (come quello di Spitty Cash), ma il vincitore di quest’anno è notevole. Momento consigliato: la “bicicletta” a 2:46.

Menzione speciale ad Antonello Venditti, in questo clip con Angelina Jolie:

http://www.youtube.com/watch?v=WCnWQu9c4VA

E poi il vincitore della prima edizione, che è il classico dei classici in questo campo.

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